Coronavirus: ecco i soldi per l’emergenza alimentare messi a disposizione della Protezione civile

Saranno disponibili in pochi giorni i soldi stanziati dalla Protezione civile a disposizione dei Comuni italiani per far fronte all’emergenza “alimentare” creata dal blocco totale disposto per il coronavirus.

Le risorse sono state individuate secondo due criteri: una quota pari all’80% del totale, per complessivi 320 milioni di euro è stata ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun comune; una quota pari al restante 20%, per complessivi è stata ripartita in base alla distanza tra il valore del reddito pro-capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. I Comuni, secondo quanto stabilito nell’ordinanza, possono destinare alle misure urgenti di solidarietà alimentare eventuali donazioni. Ciascun comune è autorizzato all’acquisizione, in deroga al decreto legislativo numero 50 del 18 aprile 2016, di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale; di generi alimentari o prodotti di prima necessità.
I Comuni, per l’acquisto e per la distribuzione dei beni, possono avvalersi degli enti del Terzo Settore. Nell’individuazione dei fabbisogni alimentari e nella distribuzione dei beni, i Comuni in particolare possono coordinarsi con gli enti attivi nella distribuzione alimentare a valere sulle risorse del Programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD). Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali rende disponibile l’elenco delle organizzazioni partner del Programma operativo. Per le attività connesse alla distribuzione alimentare non sono disposte restrizioni agli spostamenti del personale degli enti del Terzo settore e dei volontari coinvolti. L’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico.

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