Coronavirus: ConfimpreseItalia, insufficienti le misure del Governo per le ricadute economiche

“Sono assolutamente insufficienti le misure prese del Governo per contenere le ricadute economiche da Coronavirus. E soprattutto, quando arriveranno, il Decreto sull’emergenza economica sembrerebbe essere slittato alla prossima settimana, potrebbero essere in grave, gravissimo ritardo, rispetto all’avanzare degli effetti a catena scatenati da Covid 19”.
E’ quanto fa sapere in una nota ConfimpreseItalia. “Il Premier Conte ed il suo Governo non tengono nel giusto conto quanto questa crisi, unita a quella strutturale, sia ormai diffusa, non solo nelle zone definite rosse ed arancioni, ma in tutto il Paese.
Le nostre Federazioni del turismo e dell’agroalimentare ci riferiscono numeri spaventosi e ci indicano come tutte le filiere siano ormai contagiate. Se Venezia, Firenze, Roma, Milano, Torino e comunque tutte le città d’arte e turismo, contabilizzano disdette e mancate prenotazioni, non si può non considerate che, a caduta, tutto il mondo che ruota attorno al turismo, sia altrettanto colpito”.
Sì parla di numeri pari ad un volume di affari, a secondo delle gravità dei casi, dell’ordine di -40/-90%. ConfimpreseItalia, da sempre ha dato il suo contributo imparziale e senza sventolare bandiere, lo ha fatto con qualsiasi colore sia salito al governo ed è pronta a farlo tuttora.
“Concentrarsi solo sulle zone focolaio o nei loro dintorni è assolutamente insufficiente – è il parere anche di Piero Monaco, Segretario Generale Confimprese Caserta – continuare in questa direzione lo giudichiamo totalmente inadeguato.
Occorre non rinviare oltre misure che ormai sono urgentissime per la vita dell’economia nazionale e ancora di più per le ricadute che questa situazione sta avendo qui da noi al sud, in particolare nella provincia di Caserta, che ben sappiamo essere terra difficile, che già in condizioni normali fatica a progredire.
Quanto potremo resistere, ci chiediamo e chiediamo al Presidente Conte, le micro, le piccole e le medie imprese già indebolite dalla crisi e dalle speculazioni economiche sulle filiere del made in Italy”.
Giocare la carta del minimo delle concessioni in deficit da parte dell’Europa, è solo un mezzo per rinviare il problema.
Serve altro. Serve la responsabilità di allargare la platea dei deboli e non solo sorreggere le aree del contagio, serve ossigeno per tutte le micro, le piccole e le medie imprese nazionali, senza escludere l’immenso patrimonio delle partite Iva.
Dunque le misure, così come fatto con le scuole e le università, gli stadi e i musei, è necessario applicare alla lettera e senza distinzioni di regione e località, le stesse cose fatte per alcune aree contagiate del nord.
Non è possibile – conclude la nota di ConfimpreseItalia- affossare, probabilmente in maniera definitiva, il patrimonio nazionale del piccolo e medio imprenditore e dei suoi collaboratori.
ConfimpreseItalia farà tutto quanto possibile per tutelare al meglio i suoi associati e tutti coloro che si sentiranno messi in un angolo e sacrificati, da una visione politico-economica miope e senza prospettiva.
Questo dovevamo al Governo. Le nostre proposte sono sul tavolo e speriamo che qualcuno recuperi vista e visione dell’attuale congiuntura economica, altrimenti sarà il baratro”.

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