Archivio per Categoria Cronaca

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Incendio allo Stir di Santa Maria Capua Vetere, controlli ancora in corso. E’ il secondo caso in un anno, vertice in Prefettura per fare il punto

Sono ancora in corso controlli allo Stir di Santa Maria Capua Vetere per accertare le cause dellincendio di giovedì scorso e stabilire l’entità del danno.

Potrebbe trattarsi, il condizionale in questi casi è d’obbligo, di un incendio di natura dolosa, anche se al momento non ci sono elementi probatori sufficienti, in considerazione del fatto che non vi sono telecamere che inquadrano il capannone interessato dalle fiamme.

L’unico dato certo, allo stato, è che sono duecento le tonnellate di rifiuti andate a fuoco all’interno di uno dei capannoni dello Stir dove era depositata la frazione solida tritovagliata (FST) pronta per essere spedita al termovalorizzatore.

Si tratta del secondo episodio in un anno; il primo incendio è divampato il primo novembre del 2018.

Su quanto accaduto allo Stir è stata convocata anche una riunione in Prefettura a Caserta.

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Sorpreso mentre cedeva dosi di sostanze stupefacenti, nigeriano aggredisce due agenti di Polizia: arrestato, è in attesa del processo per direttissima

E’ stato sorpreso lungo la Domitiana, nei pressi della farmacia comunale, mentre cedeva ad un ragazzo una dose di sostanze stupefacenti, in cambio di venti euro.

Un nigeriano di 32 anni, Philip Ariare, è finito nella rete della polizia di Castel Volturno.

Fermato immediatamente, lo spacciatore ha ingaggiato una colluttazione con gli agenti in borghese, tanto da costringere quest’ultimi a ricorrere alle cure mediche dei sanitari della clinica Pineta Grande, che riscontravano lesioni guaribili in 5 giorni.

Caricato sulla volante con non poche difficoltà, il nigeriano è stato condotto negli uffici del Commissariato di Castel Volturno: dagli archivi il 32enne è risultato latitante, in quanto, a suo carico, pendeva una misura cautelare degli arresti domiciliari per spaccio. Dopo le formalità di rito, Philip Ariare è stato portato in carcere, dove resta in attesa del processo per direttissima.

DiRedazione

Si perde nei boschi, i pompieri lo trovano grazie ad un fischietto

Pericolo scampato grazie ad un… fischietto. Giuseppe Marcone, 64 anni, è stato ritrovato poco dopo le ore 22 di venerdì sera dai vigili del fuoco di Caserta tra i boschi di Mignano Monte Lungo, in località Annalise, dagli uomini della Squadra di Teano, a circa 3 km dalla strada principale a Rocca d’Evandro. L’uomo si era perso nei boschi ed aveva lanciato l’allarme: i vigili del fuoco sono riusciti ad individuarlo grazie ad un fischietto che l’uomo aveva con sé. Il 64enne era all’interno di un fitto bosco in una zona impervia, nella parte alta. L’uomo è stato trovato in buone condizioni: era infreddolito ed è stato riscaldato con il giubotto dei vigili del fuoco. Con i vigili del fuoco erano presenti anche due persone che conoscevano il bosco.

DiRedazione

Tenta rapina in una cartolibreria ma viene fermato da carabiniere fuori servizio

Tentato furto in una cartolibreria a San Tammaro. Nella tarda serata di venerdì un uomo ha cercato di rapinare una cartolibreria. Sorpreso da un carabiniere libero dal servizio, é stato bloccato e tratto in arresto grazie all’ausilio di una volante del commissariato di Santa Maria Capua Vetere.

Condotto successivamente nei locali del commissariato,  a seguito di interrogatorio, le successive indagini espletate dai poliziotti hanno consentito il rinvenimento presso l’abitazione del rapinatore di cartucce per armi da guerra. Arrestato per illegittima detenzione di munizioni da guerra, il rapinatore é stato condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

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Revenge porn, foto intime della ex compagna inviate ad un collega: 48enne arrestato dai carabinieri

Un tipico caso di “revenge porn” è stato scoperto, per la prima volta nel Casertano, dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ed ha portato all’arresto di un 48enne di Macerata Campania.

L’uomo, per vendicarsi del rifiuto dell’ex compagna di riprendere la relazione sentimentale, ha inviato ad un collega immagini che ritraevano quest’ultima in atteggiamenti intimi.

Al 48enne, ristretto ai domiciliari, sono stati contestati i reati di stalking e diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, quest’ultima fattispecie nota come «revenge porn» e introdotta nell’ordinamento penale dalla recente legge contro la violenza sulle donne, il cosiddetto “codice rosso”, che ha inasprito le pene.

Veloce l’indagine che ha portato all’emissione della misura cautelare da parte del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere; appena una settimana fa la vittima, una giovane 25enne, si è recata dai carabinieri per denunciare l’ex fidanzato, colpevole a suo dire di non accettare la fine della loro relazione.

Stando alla ricostruzione dei carabinieri di Macerata Campania, il 48enne dapprima aveva iniziato a tempestare l’ex di messaggi minatori e continue telefonate, quindi di fronte ai secchi rifiuti della ragazza di riallacciare il rapporto, ha inviato ad un collega una foto hot che lo ritraeva con la ex in atteggiamenti intimi.

L’uomo – è emerso – ha anche avviato una vera e propria campagna diffamatoria sui social contro l’ex compagna, minacciando di pubblicare altro foto, fino a quando la donna, angosciata, è corsa dai carabinieri per sporgere querela.

DiRedazione

Lido balneare abusivo sequestrato dalla Finanza: due denunciati

Sequestrato un lido balneare abusivo sulla Domitiana a Mondragone. E’ stato questo il risultato più importante di un’operazione mirata alla prevenzione e repressione dei reati in materia di abusivismo demaniale e di contrasto ai reati ambientali svolta dalla Guardia di Finanza.

In particolare al momento dell’accesso all’interno della struttura balneare, i finanzieri hanno accertato che l’attuale gestore occupava abusivamente, senza le prescritte autorizzazioni e concessioni, e quindi in violazione al Codice della Navigazione, il tratto di arenile di circa 9000 metri quadri antistante la struttura dove era stata illecitamente collocata l’attrezzatura balneare costituita da ombrelloni, tavoli, sedie, divani, gazebi, piattaforme di legno realizzate per consentire l’accesso al mare, nonché da numerosi alberi di palma da giardino.

I finanzieri, inoltre, hanno sorpreso nell’area un lavoratore “in nero” e hanno constatato l’abbandono di rifiuti speciali sparsi su parte dell’arenile, nonché l’illecita edificazione di due manufatti in cemento con l’installazione di un cancello per non permettere ai cittadini l’accesso alla spiaggia libera. Nel corso delle attività di servizio le fiamme gialle hanno individuato e sottoposto a sequestro anche un’area di circa 25 metri quadrati, adiacente al lido, adibita a vera e propria discarica a cielo aperto, che ostruiva l’accesso al mare e sulla quale erano stati abbandonati e depositati in modo incontrollato rifiuti costituiti da materiale da risulta, materiale plastico, metalli vari, vetro e un gran quantità di rifiuti solidi urbani.

Al termine delle attività i militari hanno proceduto al sequestro delle attrezzature balneari e delle le piante rinvenute sul suolo demaniale, segnalando alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere i due soggetti responsabili di occupazione abusiva di spazio demaniale e della violazione delle norme in materia ambientale ed urbanistica.

E’ in corso, da parte dei Finanzieri di Mondragone, la quantificazione del canone demaniale evaso e delle rispettive sanzioni dovute per il periodo di occupazione senza titolo del bene demaniale, che verranno successivamente comunicate all’Ente Comunale per la riscossione coattiva a favore dell’Agenzia del Demanio. L’intervento dei finanzieri – dopo le operazioni di bonifica dei rifiuti e la rimozione degli abusi urbanistici da parte degli Enti preposti, già opportunamente attivati -, consentirà alla cittadinanza il libero accesso all’arenile abusivamente occupato.

 

DiRedazione

Corruzione per pilotare sentenze, arrestato Casimiro Lieto

Irpino d’origine, casertano d’adozione. Casimiro Lieto, l’autore Rai arrestato insieme a giudici tributari nell’ambito dell’inchiesta “Ground Zero 2”, condotta dai finanzieri di Salerno, che ha portato a 7 arresti per un giro di mazzette per pilotare sentenze, è un volto noto in Terra di Lavoro essendo stato il direttore di Settembre al Borgo e Leuciana Festival.

Il produttore televisivo è indagato per corruzione in atti giudiziari. Secondo l’accusa Lieto, insieme a Fernando Spanò, presidente della IV sezione del consiglio tributario regionale di Salerno, ed Antonio Mauriello, ex giudice tributario e membro del consiglio nazionale della giustizia tributaria a Roma, avrebbe offerto un posto di lavoro al figlio di Spanò in cambio di una sentenza favorevole per un procedimento tributario di 229mila euro.

Il posto, da guardiano notturno, venne poi rifiutato ma la sentenza favorevole che ci fu, nel luglio 2017. In seguito al verdetto Lieto contattò Spanò per l’esito: “Presidente un gol, un gol da campionato del mondo! Ma io lo sapevo che lo poteva fare solo un presidente questo gol”.

E’ stato lo stesso Spanò, già coinvolto nella precedente inchiesta sulla corruzione per pilotare le sentenze, a rivelare ai giudici il coinvolgimento di Casimiro Lieto. Spanò racconta di averlo conosciuto nel 2017 grazie ad Antonio Mauriello. Lo stesso Mauriello che, in “virtù della sua funzione ricoperta presso il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria a Roma – riferisce AdnKronos – ostentava rapporti e contatti con esponenti apicali della Lega Nord”.

Lieto è stato produttore con la Rai di fortunate trasmissioni tra cui “La Prova del Cuoco”, condotta all’epoca dalla Elisa Isoardi e della “Vita in Diretta”. E’ stato in pole position per la direzione dei programmi di Rai 2.

 

DiRedazione

Rubano energia elettrica nei negozi col ‘trucco’, 3 commercianti scoperti dalla Finanza

Nel quadro della quotidiana attività di polizia economico-finanziaria posta in essere dalla Guardia di Finanza sul territorio, i Baschi Verdi di Aversa, in collaborazione con il servizio ispettivo del fornitore di energia, hanno eseguito nei giorni scorsi alcuni interventi ispettivi finalizzati a verificare il corretto allacciamento degli esercizi commerciali alla rete elettrica nazionale, all’esito dei quali hanno denunciato a piede libero per furto aggravato di energia elettrica tre imprenditori di Teverola, due titolari di negozi di abbigliamento e un gestore di un centro estetico.

In particolare, durante le verifiche tecniche i finanzieri hanno riscontrato, in un caso, la manomissione del contatore elettronico tramite l’installazione di un apparecchio “relè” idoneo ad eludere la rendicontazione dei consumi a danno del fornitore di energia elettrica, mentre negli altri due, l’allaccio alla rete nazionale, in forma del tutto rudimentale, a mezzo di cavi elettrici abusivi. Secondo le prime stime fornite dal personale specializzato intervenuto sul posto, l’indebito risparmio sul costo dell’energia elettrica ammonterebbe ad oltre centomila euro, nel solo ultimo anno.

Ma nel caso dell’attività ispettiva svolta presso il centro estetico il controllo non si è fermato qui. Infatti, verificato che il titolare giunto sul posto sembrava disconoscere l’effettiva attività gestionale del punto vendita e non appariva al corrente neanche dei principali fatti aziendali, opportunamente incalzato dai militari, questi confessava di essere solo un prestanome che, in cambio di 900 euro mensili, si era offerto per intestarsi l’attività e schermare così il vero titolare del centro benessere, consentendogli di sottrarsi anche al pagamento delle imposte. Accertato dunque che non risultava presentata alcuna dichiarazione fiscale, gli operanti facevano intervenire i colleghi della Compagnia di Aversa che avviavano immediatamente un controllo fiscale per la verbalizzazione delle conseguenti violazioni fiscali, non solo a carico del rappresentante formale, “nullatenente”, ma anche del reale gestore dell’impresa che si stava arricchendo nella sua ombra. L’esito dell’attività svolta dimostra come una parte dell’imprenditoria operi spregiudicatamente sul territorio, abbattendo illecitamente perfino i costi dell’energia e come dietro ai più vari illeciti economico finanziari si nasconda anche una pervicace evasione fiscale, a danno degli imprenditori onesti che si trovano ad operare in condizioni di concorrenza sleale.

DiRedazione

Spaccio di droga all’ombra dei Casalesi: 11 arresti

I carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere e della Stazione di Grazzanise hanno eseguito questa mattina tra Castel Volturno, Catanzaro e Napoli un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale DDA,  nei confronti di 12 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, aggravata dalle finalità mafiose. Il provvedimento costituisce l’esito di un’attività investigativa, inizialmente coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e successivamente, attesa la sussistenza del reato associativo e dall’aggravante della finalità mafiosa, dalla Direzione Distrettuale Antimafia.​

In particolare l’indagine condotta dal Reparto sammaritano dal marzo del 2017 all’agosto del 2018 attraverso intercettazioni telefoniche, videoriprese (è stata installata una telecamera nei pressi di una delle abitazioni teatro di spaccio), acquisizione delle dichiarazioni rese dai diversi acquirenti e dai relativi riconoscimenti fotografici, nonché riscontri alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di contestare l’esistenza e l’operatività di due distinte associazioni per delinquere finalizzate alla illecita detenzione e cessione di cocaina; rilevare che entrambe le organizzazioni hanno sede logistica a Castel Volturno ed hanno operato nel tempo sulla base di un’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di spaccio – in regime di monopolio nelle zone di rispettiva competenza – rilasciata dal clan dei Casalesi (fazione Bidognetti) in cambio del versamento di un corrispettivo in denaro periodico in favore dell’organizzazione camorristica; appurare che gli indagati si sono resi responsabili, singolarmente ed in concorso, di plurimi episodi di detenzione e/o cessione a terzi di cocaina. ​
I contenuti delle conversazioni captate, che avvenivano attraverso un linguaggio criptico decodificato dai carabinieri (la fornitura dello stupefacente veniva indicata facendo ricorso ad espressioni del tipo “bisacca”, “macchine”, “la bambina è ok”, “caffè piccolo”, “tre marinare”, “motocicletta”), hanno consentito di appurare e fotografare le modalità con cui parte degli indagati realizzavano l’illecita attività di cessione della sostanza stupefacente. ​
Il Gip condividendo l’impianto accusatorio avanzato dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sia in relazione ai gravi indizi di colpevolezza, sia alle esigenze cautelari, ha disposto per 9 degli indagati la misura della custodia cautelare in carcere, per 2 quella degli arresti domiciliari e per l’ultimo quella del divieto di dimora in provincia di Caserta. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali, è stato notificato a due dei destinatari del provvedimento un decreto di sequestro preventivo a fine di confisca di due autovetture di loro proprietà​
Custodia cautelare in carcere: Giorgio Piccirillo, 36 anni; Margherita Spada, 54 anni; Antonio Spinelli, 43 anni; Luigi Marino, 43 anni; Rosa Grazia Castagna, 38 anni; Alfredo Antonucci, 44 anni; Francesco Raffone, 58 anni; Salvatore Folino, 41 anni.​
Arresti domiciliari: Esterina Spinelli, 32 anni; Simona Spampinato, 40 anni. Divieto di dimora in provincia di Caserta: Maria Grazia Marino, 58 anni​
DiRedazione

Questura e Prefettura in vendita: la decisione del comune di Caserta

Il comune di Caserta venderà all’asta un patrimonio immobiliare del valore di 40 milioni per coprire i debiti. Il ricavato delle alienazioni sarà destinato all’Organismo straordinario di liquidazione che detterà modi e tempi dell’incanto. Nel piano Triennale di dismissione, anche il Palazzo Acquaviva che ospita gli uffici di Questura e Prefettura e che da solo vale 18 milioni, il parcheggio interrato di piazza Carlo III, la scuola elementare Lombardo Radice di via Roma, l’ex asilo di via Barducci e l’ex scuola di via Martiri di Bellona. In elenco anche la sede dell’Unione consumatori in piazza Matteotti, una serie di appartamenti e locali commerciali del centro storico tra via Turati, piazza Ruggiero, via Mazzini, via Ruta, via Lupoli e via Tescione.