Protesta davanti la Prefettura per oltre 70 operatori socio sanitari

Gli operatori socio sanitari dell’Ospedale Civile di Caserta che da tempo ormai combattono per mantenere il proprio posto di lavoro, dopo innumerevoli vicissitudini concorsuali che finalmente li hanno visti vincitori grazie ad una ordinanza del Consiglio di Stato, ancora non trovano pace e questa mattina hanno ritenuto necessario manifestare in piazza Prefettura a Caserta per chiedere un incontro col Prefetto.

Voglio precisare che siamo una piccola delegazione di operatori sanitari – commenta Rosa Della Ventura, delegata Cisl e portavoce degli Oss – sappiamo bene che in questo momento di crisi non possiamo e non vogliamo proprio noi creare assembramenti di sorta, ma abbiamo bisogno che le acque si smuovano e di qualcuno che possa intercedere per noi. Come al solito viviamo nella paura, la paura di perdere il nostro lavoro. Anche se sulla carta siamo stabilizzati in virtù di una ordinanza ottenuta dal Consiglio di Stato a cui ci siamo rivolti per definire la nostra situazione di fatto però non è ancora accaduto nulla.  Non è possibile che pur avendo ottenuto una ordinanza che ci permette di essere inseriti in una procedura di stabilizzazione da parte dell’Ospedale non si muova nulla, tutto è fermo. Il nostro contratto scade il 31 gennaio.

Si tratta di 70 operatori sanitari, almeno 20 infermieri, senza considerare le famiglie a seguito nel caso questi dovessero perdere il lavoro per un inceppamento della macchina regionale. Lavoratori in carica anche da quasi 20 anni e sempre con contratti a termine.

Sinceramente ci aspettavamo almeno un rinnovo più lungo – precisa la Della Ventura – considerate le situazioni che abbiamo affrontato anche in questi mesi di covid. Abbiamo vissuto tutti questa pandemia in prima persona nelle corsie d’ospedale, dando il nostro contributo, nascondendo le nostre paure con il rischio di portare anche la malattia a casa, perché gli interinali non sono solo OSS ma anche infermieri, personale sanitario in generale. C’è una sentenza, vogliamo capire perché dobbiamo essere ancora lasciati sospesi mentre continuiamo a lavorare e a fare il nostro dovere. Che qualcuno si prenda carico di questa situazione“.

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