Zannini, quando si dice “scusa non richiesta, accusa manifesta”: sul suo profilo Facebook pensando di difendersi, fa autogol e si accusa, manifestando chiaramente di conoscere tutte le dinamiche degli appalti e i relativi vincitori.

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Ormai girovagare sui social è l’hobby più in e girando , abbiamo letto lo sproloquio di Giovanni Zannini. Con un linguaggio pedissequo di chi scrive per difendersi, attacca qualche giornale e qualche giornalista che svolge semplicemente il suo lavoro, quello di pubblicate le notizie, ha reso noto a tutti che è a conoscenza piena e diretta del giro di appalti, società collegate e Sua in maniera dettagliata. Un dato importante e che fa riflettere, soprattutto alla Procura e agli organi competenti, e che fa chiedere a tutti come fa questo Zannini a sapere tutto questo che ha scritto? Parla di appalti, di chi sono i vincitori, di chi è arrivato secondo, dei Comuni di Parete, San Cipriano, Sparanise, parla in dettaglio della Sua provinciale. Ma come mai è così informato, e così bene poi, di tutta questa roba strana? A questo punto, come dicevano gli antichi “excusatio non petita, accusatio manifesta” (scusa non richiesta, accusa manifesta) . È lampante come Zannini, nel tentare di scusarsi si autoaccusa in maniera elementare facendo capire anche ai bambini che è lui il “capobastone”, quello che tira i fili e pilota tutto. Altrimenti come fa a sapere tutto? E soprattutto perché si arrabbia tanto? Una j’accuse così palese è un autogol clamoroso. Perde colpi il “caro” Zannini… o perde terreno? Ah, però!

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