Le lamentele delle associazioni sammaritane: “Centro storico al collasso”

Le associazioni sammaritane “Futuro 2030”, “Passione civica”, “Svoltiamo”, “NO STIR”, “Fermiamo il degrado ambientale”, “Movimento Civico Sammaritano”, e l’associazione politica “S.U.D. per

l’Italia”, evidenziano attraverso una nota ufficiale il degrado in cui versa gran parte del centro storico della città di Santa Maria. È notizia di ieri il crollo di un muro in via Giannotti, già colpito da un precedente cedimento risalente a qualche settimana fa. “Non è la prima volta – sottolinea Danilo Talento referente dell’Associazione “Passione civica” – che la nostra città è balzata alla cronaca locale per i cedimenti di strade o edifici. Il più delle volte tali cedimenti sono alimentati dalla assoluta carenza di ogni forma di manutenzione, specie per quanto riguarda le antiche strade in basolato. L’amministrazione comunale, come su tante altre tematiche, non ha saputo realizzare sul tema alcun intervento risolutivo, né ha avviato alcuna politica di recupero e valorizzazione degli edifici del centro storico. I cedimenti che si riscontrano sempre più di frequente in città mettono a rischio l’incolumità dei cittadini”

“È necessario – ha sottolineato Raffaele Aveta, portavoce delle Associazioni – avviare con immediatezza un piano straordinario di monitoraggio del sottosuolo e dei sottoservizi, per mettere in sicurezza le strade cittadine che, specie nel centro storico, richiedono interventi di carattere preventivo per evitare cedimenti. Esistono oggi le tecnologie necessarie a prevedere possibili crolli, evitando l’apertura di vere e proprie voragini, come già successo in città su Corso Garibaldi o in Piazza San Pietro. Purtroppo, l’amministrazione cittadina ha sottovalutato la problematica e specie le strade composte da basolato sono oggi esposte al pericolo di cedimenti per mancanza di manutenzione. La nuova amministrazione che verrà eletta tra qualche mese dovrà avere massima attenzione per la viabilità cittadina, riportandola a livelli di decoro e incentivare i privati ad intervenire sul patrimonio edilizio storico, attraverso sgravi fiscali e l’utilizzo dei fondi stanziati dal governo per eco-bonus e sisma-bonus”.

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