Scuola, lettera di 17 sindaci casertani: “Impossibile riaprire”

Nella serata di martedì i 17 sindaci dell’Agro Aversano, Alfonso Golia di Aversa; Vito Luigi Pellegrino di Parete; Renato Natale di Casal di Principe; Anacleto Colombiano di San Marcellino; Vincenzo Caterino di San Cipriano d’Aversa; Nicola Esposito di Lusciano; Luigi Della Corte di Villa Di Briano; Marcello De Rosa di Casapesenna; Valerio Di Fraia vice sindaco di Villa Literno; Giuseppe Dell’Aversana di Sant’Arpino; Michele Apicella di Trentola Ducenta; Vincenzo Guida di Cesa; Antonio Tatone di Casaluce; Nicola Affinito di Carinaro; Tommaso Barbato di Teverola; Vincenzo Santagata di Gricignano; Gianni Colella di Succivo, si sono riuniti per confrontarsi sulla riapertura delle scuole.

E’ importante che i nostri ragazzi ritornino in classe il prima possibile . Sono evidenti i limiti della DAD soprattutto tra i più piccoli ed essi si sommano ai disagi provocati dalle innegabili carenze tecnologiche ed infrastrutturali – si legge in una missiva inoltrata a De Luca – Per una crescita culturale ma soprattutto umana e sociale dei bambini il ritorno alla didattica in presenza è sicuramente da auspicare. Tuttavia, dalla discussione sono emerse tante criticità che al momento impediscono una serena ripresa delle attività didattiche in presenza. In primo luogo il crescente livello dei contagi anche tra i bambini della fascia di età 0-6 e in quella relativa al primo ciclo di istruzione oltre che tra il personale della scuola e tutto ciò sebbene il ritmo di crescita sia stato mitigato dalla scelta saggia di disporre in Campania per tutti gli ordini di scuola la didattica a distanza. C’è poi da considerare la completa inadeguatezza del sistema di medicina territoriale che mostra di essere in palese affanno. Come già sottolineato nella nota del 12 novembre 2020, i team anticovid e gli USCA (unità speciali di continuità assistenziale) di fatto esistono solo sulla carta. La somministrazione dei tamponi, la loro lavorazione e la comunicazione degli esiti sono oggettivamente assai rallentati con tutte le conseguenze che ne derivano. Il tracciamento dei contagi è ormai una chimera. Il servizio di pronto soccorso 118 sconta un sovraccarico di lavoro da cui derivano mancanza di tempestività negli interventi che spesso si rivelano fatali per i malati. Il ricovero poi dei pazienti più gravi è una vera e proprio odissea che diventa causa ulteriore di decessi di nostri conterranei”.

Lo screening su tutti gli operatori della scuola, i bambini e le loro famiglie, per quanto apprezzabile, appare inverosimile da realizzare con gli attuali livelli di efficienza della sanità territoriale. Esso inoltre rivela un quadro istantaneo e dovrebbe pertanto essere ripetuto con frequenza periodica per monitorare l’evolversi dei contagi. Per tutte queste ragioni esponiamo le nostre perplessità sul ritorno alla didattica in presenza a partire dal 24 novembre. È una nostra priorità riportare i bambini e i ragazzi a scuola il prima possibile ma lo stato di emergenza che stiamo vivendo unito agli attuali livelli di efficienza del sistema della medicina territoriale ci portano ad affermare che non ci sono le condizioni per una riapertura delle scuole. Chiediamo pertanto un decisivo e tempestivo intervento volto a superare le tante criticità del sistema sanitario sul nostro territorio e che si riveda la decisione di riaprire le scuole posticipandola al momento in cui tali criticità saranno effettivamente risolte o quantomeno il livello generale dei contagi si sia notevolmente abbassato”.

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