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Udc, si discute sul futuro del territorio con Cesa e i De Mita

ciriaco de mitaIl coordinatore provinciale dell’Udc Angelo Consoli ha convocato un’assemblea popolare che avrà luogo venerdì 27 novembre alle ore 18:30 presso l’Hotel Royal in via Veneto 13 a Caserta. All’incontro “Una proposta dei popolari per il governo del territorio – Noi parliamo con la gente” presenzieranno il segretario nazionale Lorenzo Cesa, e gli onorevoli Ciriaco De Mita e Giuseppe De Mita. “Lo scopo di questa assemblea – evidenzia Angelo Consoli – prima di tutto è quello di riunire in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, tutti i quadri del partito per analizzare soprattutto le varie realtà territoriali ed in modo particolare quelle interessate al rinnovo dei consigli comunali, l’altro scopo è quello di definire con più precisione la linea politica che recentemente la direzione nazionale ha ribadito. L’udccontinua il coordinatore provinciale –  si pone l’obiettivo di mettere insieme un arco di forze importanti, che, partendo dai problemi del territorio si ritrovi intorno ad una proposta di governo degli stessi, ispirandosi ai valori ed ai contenuti del popolarismo. Il titolo “assemblea popolare” – conclude Consoli – vuole indicare l’apertura e l’invito a tutti coloro che hanno l’intenzione e la voglia di partecipare all’elaborazione di questo progetto, che va oltre le sigle ed i simbolismi, per aprirsi al contributo di tutti coloro che vogliono essere protagonisti nella costruzione di un modo diverso di immaginare la politica”.

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Ciontoli (Udc) scrive al sindaco: “Troppe tasse arretrate da versare, la Publiservizi non può chiedere più di una annualità”

CiontoliNel giro di un solo anno, quello che va a finire, le famiglie casertane hanno dovuto fare fronte non solo alla tassazione ordinaria per la Tarsu 2013, ma anche al saldo di almeno tre bollette relative alle annualità 2007, 2008 e 2009, senza contare l’ultima rata del 2013 che sta per arrivare proprio in questi giorni. I conti li ha fatti Antonio Ciontoli, consigliere comunale dell’Udc, che si è rivolto direttamente al primo cittadino perché l’amministrazione si faccia carico di una situazione “al limite del disastro sociale“, scrive Ciontoli, anche “in considerazione – aggiunge – del fatto che esiste una norma varata dal consiglio comunale che vieta, nello stesso anno solare, di riscuotere più annualità arretrate“. Il rischio, ma i dati dicono che non si tratta solo di un rischio, è che molti contribuenti – che già versano a causa della crisi in condizioni economiche precarie – finiscano per dover decidere di eludere del tutto o in parte le imposte locali, un vero e proprio boomerang per l’amministrazione che – a fronte dei drastici tagli dei trasferimenti statali – cerca di rimediare tartassando ancora di più il cittadino con un aumento insopportabile delle imposte locali.

 

 

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Aversa.L’Udc ribadisce: “Siamo all’opposizione, chi ha votato il Bilancio se ne assumerà le responsabillità”

sagliocco protL’Udc di Domenico Zinzi scalpita in molte città della Provincia. Mentre nel capoluogo resta aperto alle trattative in vista del voto di Bilancio , a Capua i consiglieri siedono già tra i banchi dell’opposizione e analoga situazione  si sta verificando in un’altra grande roccaforte del centrodestra . Ieri sera, infatti, la segreteria provinciale dell’Udc e il commissario di Aversa, Giovanni Mancino, ribadiscono che il partito nella città normanna è all’opposizione. Tale decisione è stata esplicitata anche attraverso le tempestive dimissioni dei due assessori Udc avvenute nella giornata di ieri. “Per votare favorevolmente il bilancio di previsione – ha spiegato il commissario Udc di Aversa, Giovanni Mancino –  la condizione necessaria era l’approvazione di alcuni emendamenti ritenuti dal nostro partito di fondamentale importanza. Essendo stati ignorati, trattati con superficialità e bocciati dal Consiglio Comunale, l’Udc ha ritenuto che non potessero esserci le condizioni per esprimere un voto favorevole al bilancio di previsione, decidendo contestualmente di uscire dalla maggioranza. Chi ha deciso di votare in contrasto con le indicazioni del partito ha fatto una scelta di carattere personale, assumendosene le consequenziali responsabilità”. Dunque anche in questo caso il nodo sembra essere il Bilancio ed i consiglieri che approvandolo hanno scelto di restare dalla parte del sindaco Giuseppe Sagliocco.

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Per la crisi al comune lunedì il giorno della verità: l’on.Petrenga ha convocato un interpartitico allargato all’Udc e Fratelli d’Italia

petrengaC’è la convinzione diffusa che oramai si sia arrivati alla stretta finale. Il lungo e per molti versi stucchevole braccio di ferro tutto interno all’area di centrodestra che è maggioranza al comune di Caserta potrebbe concludersi nella prossima settimana. Il bilancio di previsione è ormai alle porte, per Udc e Fratelli d’Italia – tuttora in una posizione assai critica verso il resto della coalizione – si avvicina il momento della verità. Per lunedì nella tarda mattinata il portavoce dei Federati Antonello Acconcia, ha di nuovo convocato il gruppo dei dieci, ma per il pomeriggio è stato convocato dal commissario cittadino del Pdl, da oggi Forza Italia, Giovanna Petrenga un interpartitico al quale sono stati invitati anche l’Udc e Fratelli d’Italia, affinché una volta per tutte si chiarisca la collocazione dei dieci consiglieri ribelli: o dentro o fuori. Senza l’apporto dei dieci consiglieri federati Del Gaudio non ha i numeri per approvare il bilancio di previsione, ma i dieci subordinano il voto favorevole al riconoscimento del proprio ruolo politico, con il reintegro nell’esecutivo di un rappresentante di Fratelli d’Italia e di almeno due assessorati  per l’Udc, per uno dei quali però i centristi continuano a rivendicare la delega di vicesindaco. In pratica è la piattaforma sulla quale si arenò fin dal mese di marzo scorso la trattativa che vide da un lato Angelo Polverino e il sindaco Pio Del Gaudio, dall’altro i vertici provinciali dell’Udc, Gabriella D’Ambrosio e Domenico Zinzi. Si sa che il presidente della Provincia insiste perché il partito non si muova da quella rivendicazione, forte dei numeri che accreditano sette unità al gruppo capitanato da Pierpaolo Puoti, però bisogna anche considerare che c’è una frangia di consiglieri comunali che non è disposta a portare lo scontro fino alla rottura. Cosicché, a voler essere realisti, siccome per il Pdl sarà praticamente impossibile convincere Enzo Ferraro a rinunciare al ruolo di vice Del Gaudio, si va verso una nuova scissione nel gruppo federato: almeno tre-quattro di loro, in caso di necessità, il bilancio lo voteranno in ogni caso. E tre-quattro voti sono più che sufficienti per ribaltare i rapporti di forza che attualmente vedono Del Gaudio “sotto” di un solo voto.

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Azienda per i servizi sociali, anche il Ministero dice no: “Si può fare solo se la spesa si riduce del 20%”

PuotiAnche il Ministero della Funzione Pubblica, al quale era stato  sottoposto il quesito, si è espresso così come qualche settimana fa aveva fatto l’Associazione dei comuni: il comune di Caserta può istituire un’agenzia speciale per i servizi sociali – nel caso anche con le amministrazioni comunali di Casagiove, San Nicola La Strada e Castelmorrone – a patto che a parità di servizi erogati la spesa impegnata sia del 20% inferiore a quella prevista nell’ultimo esercizio finanziario. A rivolgersi al Ministero era stato il gruppo consiliare dell’Udc, impegnato da mesi in un estenuante braccio di ferro con Pio Del Gaudio a proposito di questa contestata agenzia, la cui nascita era stata alla base della crisi – tuttora in atto – tra centristi e sindaco. Il parere del ministero arriva buon ultimo in un dipanarsi di eventi che a conti fatti lo rende anche superfluo: i revisori dei conti del comune avevano espresso parere negativo, a seguito del quale il sindaco era stato costretto a ritirare la delibera in questione; per continuare poi con la revoca dell’incarico a colui che avrebbe dovuto rappresentare il dominus della stessa agenzia, Pino Gambardella. In sostanza il provvedimento è stato affossato prima ancora che approdasse all’esame del consiglio comunale, giustificata la soddisfazione del capogruppo Pierpaolo Puoti che prendendo spunto dal parere ministeriale ha già preannunciato in proposito un prossimo ordine del giorno da presentare in aula. Come dire la guerra continua.
a.e.
Con grande soddisfazione, il gruppo consiliare che rappresento in maniera estesa, ha ricevuto il parere del competente Ministero della Funzione Pubblica, esaustivo e tempestivo, sul delicato tema dell’agenzia per i servizi sociali del comune di Caserta.
L’articolato parere conferma la complessità della materia e delle molteplici intervenute sentenze sul tema e, legittima l’iniziativa del gruppo consiliare che mai ha adottato posizioni strumentali, proponendosi con coscienza al servizio della collettività per esigenza di trasparenza e chiarezza.
Nel merito, resta chiara la stridente dicotomia che, dal punto di vista contabile, tende ad escludere e ridurre drasticamente ogni forma di esternalizzazione dei servizi propri del comune, ai fini del controllo e della contrazione della spesa pubblica, dall’altra l’esigenza, costituzionalmente garantita, per ciascun ente locale di dotarsi di strumenti ritenuti adeguati allo svolgimento dei compiti e delle funzioni istituzionalmente assegnati..
Nell’intento di conciliare queste esigenze, diventa inderogabile la certificazione della riduzione della spesa al sotto del valore dell’80% di quella sostenuta nel precedente esercizio, a parità di servizi resi.
La riduzione di spesa, fortemente richiamata dal collegio dei revisori nel parere alla proposta di deliberazione, deve certificarsi anche nel caso in cui i servizi proseguissero con l’attuale unione dei comuni nell’Ambito, perché la norma dal punto di vista contabile non pone eccezioni.
Diventa, quindi, indispensabile che il piano di zona sia sottoposto al consiglio comunale perché ne accerti la riduzione della spesa a parità di servizi erogati. sarà cura dell’intero gruppo consiliare proporre ordine del giorno specifico al Presidente del Consiglio comunale di Caserta.
ppaolo puoti
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Provincia: è guerra dell’acqua con Napoli. Approda in Consiglio mozione Udc: “La Regione ci considera figli di un Dio minore”

Piccolo AngeloDomani pomeriggio un vertice di maggioranza, convocato dal presidente Zinzi, definirà l’ordine dei lavori e soprattutto deciderà se rispondere alla prima convocazione, lunedì, o alla seconda, martedì, come è del resto norma consolidata. Probabilmente molto dipenderà dalla possibilità che ci sia o no l’accordo sul nome del difensore civico provinciale da nominare al posto di Alfonso Caterino: su quello di Filippo Ferrucci, sostenuto direttamente dal presidente della Provincia, le altre componenti della maggioranza di centrodestra non sono d’accordo, almeno  al momento. Poi c’è il bilancio di previsione 2013 su cui ovviamente non ci saranno problemi, e infine una mozione sottoscritta dal gruppo consiliare dell’Udc, primo firmatario il capogruppo Angelo Piccolo, sul disegno di legge regionale che riordina il servizio di distribuzione idrico in Campania. E’ la storia dell’ennesima polemica con Napoli, perché il disegno di legge in materia ha in pratica individuato tre Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), “ma soprattutto – si legge nella mozione Piccolo sulla quale convergeranno sicuramente anche lealtre forze di maggioranza – prevede che i comuni della  Provincia di Caserta non confluirebbero in un unico ambito ma verrebbero divisi – in modo del tutto irrazionale – in due degli Ato di nuova istituzione”. La mozione Piccolo perciò dà incarico al Presidente, alla Giunta e al Direttore generale “di assumere in tutte le sedi, ivi comprese quelle giurisdizionali, le iniziative ritenute più idonee ad assicurare la tutela effettiva degli interessi dei cittadini di Terra di Lavoro, al fine di ottenere l’inserimento di tutti i Comuni della Provincia in un Ato specifico“.  Insomma è un nuovo capitolo di un antico romanzo che vede sotto accusa il napolicentrismo: prima quello di Bassolino, ora quello di Caldoro. “Quel disegno di legge – sbotta Piccolo – si inserisce nell’ambito di una consolidata tendenza della Regione Campania a considerare i cittadini della Provincia di Caserta come figli di un Dio minore, quasi fossero affetti da una condizione di subalternità antropologica”.

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Aversa, interpartitico rinviato alla prossima settimana: è disgelo con l’Udc

d'ambrosioA margine del consiglio comunale sulla surroga del Consigliere Pasquale Morra, i capigruppo consiliari ed i responsabili dei partiti della maggioranza si sono incontrati con il sindaco Giuseppe Sagliocco un interpartitico di maggioranza. Presenti, oltre il primo cittadino, i consiglieri Rosario Capasso e Nico Nobis, per Noi Aversani, Paolo Santulli, Luciano Luciano e Mario Tozzi, per il Pdl, Raffaele Marino per il Psi ed Orlando de Cristofaro e la responsabile provinciale Gabriella D’Ambrosio per l’Udc. Si è ripresa la discussione dove interrotta nel corso dell’interpartitico di lunedì scorso. “Sento l’obbligo di rimarcare il prezioso contributo che il Partito dell’Udc ha da sempre offerto all’Amministrazione in carica ed all’intera coalizione”, ha detto il Sindaco. “Vorrei rassicurare l’Udc che la partecipazione è elemento sostanzialmente ancorato agli atti prodotti prima e durante quest’ultimo anno di Amministrazione. L’azione politica messa in campo, in questo primo anno  ha avuto quale riferimento costante il programma presentato in campagna elettorale, a cui insieme stiamo attingendo e rispetto al quale, senza ombra di smentita,stiamo orientando l’azione politica per poterlo onorare attraverso la collaborazione di tutti. L’interpartitico, su richiesta di Gabriella D’Ambrosio, si è aggiornato alla prossima settimana il tempo necessario “per un confronto all’interno del partito dopo aver ascoltato le altre forze della coalizione ed il sindaco, con la volontà di andare avanti e risolvere le problematiche sollevate”.

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Provincia: Garofalo si dimette da capogruppo di Forza Italia, giovedì il successore

garofalo-nicolaCome era nelle intese sottoscritte la settimana scorsa Nicola Garofalo ha rassegnato questa mattina le sue dimissioni da capogruppo di Forza Italia al Consiglio provinciale. Per conoscere il nome del suo successore bisognerà attendere comunque giovedì o venerdì prossimo, anche se ufficiosamente si sa che a prendere il posto del vulcanico consigliere di San Clemente sarà Filippo Mazzarella, molti anni trascorsi tra i banchi del consiglio comunale del capoluogo, politicamente molto vicino alla parlamentare Giovanna Petrenga. Nella seduta consiliare svoltasi in mattinata la parte del leone l’ha fatta l’acqua, quella stessa che paghiamo a carissimo prezzo pur essendo il territorio che ne è più ricco tanto da venderla alle altre province della Campania, Napoli compresa. Acqua significa consorzio idrico, acqua significa Ato (Ambito Territoriale Ottimale), organismi deputati a gestire l’intero ciclo delle acque su tutto il territorio della Regione. Il Pdl, oggi Forza Italia,  ha da tempo innescato una battaglia furiosa contro l’attuale consorzio idrico di Terra di Lavoro e l’assemblea provinciale si è occupata questa mattina proprio di una mozione assai critica verso l’attuale management guidato peraltro – per uno di quegli strani meccanismi politici – da un esponente del Partito democratico, Pasquale Di Biasio; mozione che vedeva come primo firmatario lo stesso Garofalo. Alla fine, dopo un lungo batti e ribatti, la mozione – opportunamente annacquata, ci si passi il gioco di parole – è stata approvata con i voti di tutta la maggioranza di centrodestra mentre contemporaneamente il capogruppo dell’Udc, Angelo Piccolo aveva a sua volta presentato una seconda mozione che ha al centro il disegno di legge con il quale la Regione si accinge a varare tre distinti Ato, nei quali – manco a dirlo – la provincia di Terra di Lavoro, che è la vera cassaforte idrica della Campania, non ha una gestione autonoma ma sarà accorpata a quello sannitico-avellinese, in ossequio al principio che il peso specifico della provincia casertana è pari a zero. E infatti la mozione Piccolo, che sarà discussa in una successiva seduta di consiglio, impegna il presidente e la giunta a mettere in campo le opportune iniziative al fine precipuo di ottenere l’inserimento di tutti i Comuni della Provincia in un ATO specifico.

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Sagliocco replica ai dissidenti della sua maggioranza: “Attenti, sui principi non si negozia”

SAGLIOCCO AVERSASceglie una modalità piuttosto insolita Giuseppe Sagliocco per replicare ai suoi scalpitanti alleati. E ha aspettato alcuni giorni prima di prendere l’iniziativa. Due lettere rese pubbliche attraverso il suo ufficio stampa, nessun vertice segreto, nessuna trattativa nel chiuso dellle segreterie politiche. La prima è indirizzata all’Udc, segnatamente al capogruppo consiliare Orlando De Cristofaro. L’Udc  lamenta presunta una scarsa collaborazione? “Eppure – scrive Sagliocco – solo lo scorso 23 maggio, in occasione dell’approvazione del Rendiconto, i vostri rappresentanti in Consiglio hanno affermato ed enfatizzato l’esatto contrario. Le  considerazioni espresse di recente esprimono un contenuto talmente stridente con le considerazioni e le ragioni addotte nel documento in esame, da determinare nel destinatario incredulità e rammarico”. E poi ilsindaco passa ad enumerarei risultati positivi conseguiti con i progetti del Più Europa, sul Tribunale, la riqualificazione di piazza Mazzini e della Maddalena. Si vuole un chiarimento?, si chiede Sagliocco. Sicuramente occorrerà chiarirsi – promette il sindaco – ma in quella occasione dovremo far riferimento a quelle regole che ho illustrato nel corso della seduta consiliare di presentazione del programma politico di mandato ed in cui credo profondamente e sulle quali ho ricevuto il plauso e la condivisione di tutte le forze politiche della coalizione”. Sconcerto  e rammarico esprime il sindaco di Aversa anche riguardo all’iniziativa dei tre consiglieri Gianpaolo Dello Vicario, Luigi della Valle e Michele Galluccio circa “l’asserita assenza di condivisione” sulle scelte fondamentali operate dall’amministrazione. Leggo di Democrazia e di principi – ribatte Sagliocco – ebbene a questo proposito ricordo un concetto più volte ribadito anche in Consiglio comunale e cioè che sui principi non si negozia. Nella disponibilità totale a chiarire i tanti punti non toccati da questa mia nota ribadisco, con ulteriore determinatezza “sui principi non si negozia”. Con questo spirito sono disposto ad ascoltarvi”

 

 

 

Tra l’altro, profondamente convinto del valore dell’appartenenza e del ruolo imprescindibile che hanno sviluppato i partiti nella Democrazia Italiana, nell’accezione più nobile del termine, presuppongono regole indispensabili, da cui non si può prescindere, regole definite che costituiscono il presupposto necessario per giungere a decisioni assunte collegialmente all’interno di un partito e che non possono essere disattese da un singolo consigliere comunale.

Tutti gli atti di programmazione, dove un partito, degno di questo nome e quindi responsabile del governo cittadino, assume nella responsabilità di chi ha la rappresentanza, vanno approfonditi e non possono essere vanificati da una produzione giornalistica e mass-mediatica che di fatto consente agli organi di rappresentanza di smentire la mattina, la decisione assunta la sera.

Il riferimento ad un cospicuo numero di cittadini che ci hanno sicuramente gratificato con il proprio consenso per un partito, non autorizzano ad attribuire ad altri abusi o inciuci che sono prerogative  di alcuni ben individuati soggetti i quali, hanno nel tempo, abbondantemente radicato l’esercizio della individuale riflessione, oltre che di gestione. E’ chiaro che, prima di ogni decisione, e di quanti di questa colazione hanno a cuore l’interesse della Città, esse vanno confrontate con tutti.

A tutti bisogna dare la possibilità , ma se tutti sono in condizione di rappresentare le proprie idee e di convincere gli altri della bontà delle stesse. Se il dato della partecipazione e del confronto e quindi della condivisione è ancorato ad aspetti che riguardano i propri convincimenti che non vanno confrontati con chi che sia, trattasi di altra idea di partecipazione e di condivisione, a mio avviso questa sì è la premessa per quelle sempre invocata trasparenza e legalità tanto a cuore ai sottoscrittori del documento in esame. Quanto alla politica con la “P” maiuscola, essa va nobilitata con quotidiano impegno e costante affermazione, attraverso comportamenti ed azioni che sono anche essi per me convincimento di una Città e di un elettorato da cui tutti dipendiamo e da cui non sfuggiamo per le continue azioni di controllo.

Rispetto agli inviti alla partecipazione, forse sfugge il dato dell’innovazione messa in campo quest’anno rispetto alla presentazione di progetti e partecipazione di questo Ente a bandi Europei, Nazionali e Regionali.

Non va altresì sottaciuto, in tema di gestione di risorse umane, che per la prima volta è stata raggiunta già a Marzo un’intesa con le organizzazioni sindacali, quindi per la prima volta un accordo programmatico siglato ex ante e non a consuntivo di un’attività.

Con le Organizzazioni Sindacali, che pubblicamente devo ringraziare, abbiamo condiviso procedure, in tema di gestione del personale che mirano ad affermare principi di meritocrazia, controlli, riduzione delle figure Apo. Ciò dimostra dunque un’azione che non ha svilito, ma anzi esaltato, la fase della consultazione, informazione e contrattazione.

Per quanto riguarda il richiamato concetto di “regime”, i sottoscrittori ne dovrebbero conoscere il metodo più dello scrivente.

La stessa individuazione di figure Dirigenziali, con riferimento all’Ing. Alessandro Diana, conosciuto da tutti per l’indiscusso valore e merito professionale, non è stata sicuramente una cooptazione senza regole, in un processo sviluppatosi nel rispetto della legge e condiviso dai più. Appare strano che solo alcuni esprimono dubbi sulla procedura messa in campo.

La Città di Aversa giammai è stata barattata dal sottoscritto. Preferisco non dilungarmi su alcuni commenti, ma un’ultima cosa ritengo necessario sottolineare ed è costituita dall’ulteriore richiamo della Politica con la “P” maiuscola che mette in circuito l’idea del rispetto dei tantissimi cittadini aversani che si preme di rappresentare. Io penso che è in discussione il rispetto di se stessi, oltre che il dovuto riguardo che tutti dobbiamo avere verso l’intelligenza degli aversani, buoni conoscitori di uomini e cose, ma principalmente ansiosi, come d’altronde i tempi suggeriscono e la Politica con la “P” maiuscola dovrebbe metabolizzare nel senso di un approccio diverso con le tante grandi questioni che da troppo tempo aspettano di essere affrontate e risolte.

La Politica con la “P” maiuscola a cui ci riferiamo dovrebbe orientare la nostra azione verso quella “ Res Pubblica” che dovrebbe essere la costante dell’ agire quotidiano, in coerenza con le cose che diciamo.

Nella disponibilità totale a chiarire i tanti punti non toccati da questa mia nota ribadisco, con ulteriore determinatezza “sui principi non si negozia” Con questo spirito sono disposto ad ascoltarvi”.                      

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Marcianise, l’Udc minaccia l’Aventino: “Non parteciperemo più alla conferenza dei capigruppo”

Salzillo Udc“Ieri sera abbiamo avuto chiaro il senso di una città abbandonata a se stessa dalla classe politica che si è assunta il compito di governarla. La prova che ne hanno dato è stata quella della loro incapacità pure di amministrala”. Pasquale Salzillo, capogruppo dell’Udc al Consiglio comunale di Marcianise, a valanga contro l’amministrazione guidata da Antonio De Angelis. “L’essersi rifugiati in una strategica opera di ostruzionismo nei confronti della minoranza non è servita a nascondere la grave difficoltà a trovare la soluzione ai loro problemi. Di fronte a questa disgraziata condizione sono costretto a riaffermare la necessità di conseguire un maggiore rispetto del Consiglio e delle sue prerogative e chiedere, in particolare al Presidente ed al Sindaco, di rendersi garanti delle istituzioni affinché la “giostra” a cui siamo costretti ad assistere oramai da quasi tre mesi abbia a cessare e, finalmente, si possa comprendere le effettive dimensioni di questa maggioranza”. Il gruppo Udc sta valutando anche la possibilità di non partecipare più alla conferenza dei capigruppo “i cui lavori – accusa Salzillo – sono puntualmente disattesi dai successivi comportamenti e dalla assoluta mancanza di ogni proficuo dialogo”.