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Al teatro Ricciardi di Capua la vera storia del Principe Azzurro

           CAPUA Lo splendido interno del Teatro RICCIARDI Con palpabile gradimento di pubblico proseguono al Ricciardi gli spettacoli della domenica mattina. Il merito maggiore va riconosciuto alla compagnìa La Mansarda che sa dar vita a meravigliose rappresentazioni dedicate al mondo dell’infanzia: esse attingono alla migliore letteratura per bambini affascinati da fantastici personaggi: prìncipi e principesse, eroine ed eroi, fate, gnomi, animali… Insomma quanto di meglio germoglia dal mix Natura-Fantasia.

E per domani, 11 marzo, che c’è in programma? Eh, c’è “La vera storia del Principe Azzurro”, su frizzante drammaturgia della Roberta Roberta Sandias e dolce messa in scena del Maurizio Azzurro. Perciò, svegliatevi sul presto (…ore 9, 10), fanciulle! Alle 11, infatti, s’alza il sipario e, dormendo un po’ di più, rischiate di perdervi la “magica storia” d’apertura dello spettacolo. L’avviso, ragazzi, vale anche per voi, naturalmente: se volete imitare il Principe, non potere stare a sonnecchiare!

Afferràtevi alle forti mani di babbo e mamma e, di corsa, a Porta Napoli: là troverete un antico e bel palazzo, un teatro, che si chiama Ricciardi e un garbato signore al botteghino che vi farà entrare nella splendente sala dove trascorrerete un gustoso antipasto di felicità.

Quel che vedrete è l’«ultimo ed imperdibile  appuntamento con la III Edizione della Rassegna di Spettacoli per le Famiglie al Teatro Ricciardi di Capua “A Teatro con Mamma e Papà”…

Tutti conoscono le Fiabe di Cenerentola, La Bella Addormentata nel Bosco e Biancaneve,  ma in nessuna si parla in maniera approfondita del Principe Azzurro: eppure è grazie a lui che le nostre principesse “vivranno felici e contente”. Ma è proprio così? Nel nostro spettacolo, invece, è lui il centro della vicenda: alla ricerca del vero amore, il nostro eroe si imbatterà nelle fanciulle più famose delle fiabe …  quale sarà la sua eletta? Chi porterà all’altare, per la gioia del re suo padre, che da anni attende un erede? La storia si dipana in una serie di rocambolesche ed esilaranti avventure nel bosco, il luogo d’elezione per lo svolgimento delle fiabe, fino a giungere ad un finale scoppiettante ed inaspettato.  Sono ben  undici gli attori in scena nella suggestiva cornice del bosco di San Silvestro, per rendere lo spettacolo  davvero coinvolgente e adatto a tutta la famiglia…».

Il prezzo non è cambiato rispetto alle  precedenti avventure. Mica il Ricciardi è la Società Autostrade o l’Enel?! Infatti, il costo del biglietto resta di appena 6 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni: Botteghino Teatro Ricciardi  Largo Porta Napoli Capua. Tel.0823.96.38.74; e-mail: info@teatroricciardi.it

Raffaele Raimondo

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Al teatro Ricciardi di Capua torna “Questi fantasmi” di Eduardo

 

CAPUA Teatro RICCIARDI Spettatori durante un intervallo Grande serata, sabato prossimo, 10 marzo, al teatro Ricciardi! Ennesima brillante riprova dell’impegno, ormai consolidatissimo, che di pari passo va con l’illuminata gestione di Gianmaria Modugno. Alle ore 21, infatti, tornerà in scena “Questi fantasmi!”, impareggiabile commedia in tre atti scritta da Eduardo nel 1945 (nell’anno finalmente finale del secondo conflitto mondiale) e da lui stesso interpretata, nel gennaio del ’46, all’Eliseo di Roma insieme con l’adorata sorella Titina.

Al Ricciardi, Gianfelice Imparato sarà il personaggio che fu dell’Autore ed accanto gli sarà Carolina Rosi (figlia del regista Francesco Rosi e moglie di Luca De Filippo, entrambi scomparsi nel 2015). Con loro, sul palco, i bravissimi Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Giovanni Allocca, Viola Forestiero, Gianni Cannavacciuolo, Federica Altamura e Andrea Cioffi. Dal testo alla regìa – firmata da Marco Tullio Giordana – dagli interpreti ai supporti tecnici – affidati a Gianni Carluccio (scene e luci), Francesca Livia Sartori (costumi) e Andrea Farri (musiche) – emerge subito l’ottimo mix messo a punto dalla produzione Elledieffe – La Compagnia di Teatro fondata da Luca De Filippo.

“Questi fantasmi!”, prima commedia eduardiana rappresentata all’estero: esattamente il 7 giugno 1955 a Parigi. Opera teatrale da cui sono stati tratti omonimi e celebri film omonimo: uno diretto da Eduardo stesso ed interpretato da Renato RascelErno Crisa e Franca Valeri; poi un altro per la televisione del quale l’Autore fu pure regista e interprete. Realizzato ancora per il cinema, nel 1967, un nuovo film con protagonisti Vittorio Gassman e Sophia Loren, per la regia di Renato Castellani. Queste diverse edizioni (cui va pure aggiunta quella che, nel 1981, diresse Enrico Maria Salerno adattandola in italiano e conservando il dialetto originale soltanto per il personaggio del portinaio interpretato da Antonio Casagrande) soltanto per confermare, ove ve ne fosse bisogno, che “Questi fantasmi!” rimane senza dubbio una delle fondamentali tappe del genio creativo eduardiano.

«La trama, in un perfetto equilibrio tra comico e tragico, racconta l’agrodolce vicenda di Pasquale Lojacono, un uomo qualunque che si ritrova alle prese con quello che crede (o preferisce credere) un fantasma che infesta la sua nuova casa. La verità è che non si tratta di un ectoplasma, bensì dell’umanissimo amante della moglie. Il tema, è uno di quelli centrali della drammaturgia eduardiana: la vita messa fra parentesi, sostituita da un’immagine, da un travestimento, da una maschera, imposta agli uomini dalle circostanze».

Esclusivamente soffermandoci sui principali protagonisti, v’è da dire che di Gianfelice Imparato sono ben noti i successi teatrali (iniziati nella compagnìa di Mico Galdieri), cinematografici (con registi del calibro di Scola, Monicelli, Loy, Moretti, Garrone…) e televisivi (in ruoli che vanno dal commissario Libero Sanfilippo a Gaetano Nobile fino al 2017). Di Carolina Rosi, compagna nella vita e nell’arte dell’amatissimo figlio di Eduardo, ci sembra avvincente riprendere la conclusiva risposta che ella diede ad un’intervista di Simonetta Fiori: un’affermazione toccante, in bilico fra l’inevitabile confine che incontra il cammino di chiunque in questo mondo e l’intenzione di sopravvivere anche dopo lutti tremendi (come quelli appena accennati su): «È stato Luca a insegnarmi ad accettare la morte delle persone a cui si vuole bene. “Benvenuta tra gli orfani”, mi disse quando ho perduto i miei genitori. E poi mi aiuta il teatro. Da quando Luca non c’è più, è come se fossi invecchiata di vent’anni. Ho cambiato il modo di recitare, perfino la voce, come se mi fosse esploso dentro tutto quello che Luca mi ha dato. Sul palcoscenico mi sento bene». Bastino queste rivelazioni a farci immaginare le emozioni che tornerà ad avvertire nel momento in cui proprio al Ricciardi, nella stessa serata del 10 marzo, le sarà consegnato il prestigioso Premio per il Teatro “Silvio Fiorillo” 2018 alla memoria di Luca De Filippo, il suo uomo e l’artista che continua a vivere nel ricordo nostalgico dei tantissimi ammiratori e …molto di più nel cuore infranto di Carolina. Info: 0823.96.38.74.

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Al teatro Civico 14 sabato e domenica lo spettacolo “L’uomo nel diluvio”

28167939_2240765522604160_2842470893685359374_nIn un momento in cui la parola emigrazione è così tragica e reale, saremo catapultati in un’impresa umana in scena sabato 10 marzo (ore 21) e domenica 11 marzo (ore 19) con L’UOMO NEL DILUVIO. Simone Amendola Valerio Malorni racconteranno l’odissea di una storia individuale che si trasforma in una storia collettiva. Uno spettacolo che riesce a descrivere l’Italia di oggi con parole dell’Italia di oggi. Senza vittimismi, ammiccamenti, sotterfugi, sconti a niente e nessuno. Un piccolo capolavoro. Un “one emigrant show” duro, ironico, schietto che ci restituisce ciò che di più importante la crisi ci ha portato via: l’umanità.

 

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Teatro Amatoriale, al Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere parte la stagione 2018

Teatro Garibaldi Santa Maria Capua VetereTutto pronto per la nuova stagione del Teatro Amatoriale che, con i suoi 12 appuntamenti previsti in cartellone, contribuirà ad arricchire la già ampia proposta artistica del Teatro Garibaldi. Nove mesi, da aprile a dicembre, in cui si alterneranno esperienze di teatro amatoriale particolarmente rilevanti nella Città di Santa Maria Capua Vetere.

Nove compagnie, oltre 100 attori e una stima di diverse migliaia di spettatori per la stagione amatoriale che, il prossimo 6 aprile, prenderà vita al Teatro Garibaldi. Sono stati infatti definiti tutti i dettagli della rassegna 2018 a seguito dell’incontro che il sindaco Antonio Mirra, anche Assessore alla Cultura del Comune di Santa Maria Capua Vetere, ha tenuto in settimana con i rappresentanti delle diverse compagnie teatrali.

“Il successo di pubblico che in maniera costante fanno registrare le rappresentazioni portate in scena della compagnie amatoriali testimoniano l’elevata qualità della proposta artistica di una realtà cittadina, appunto quella del teatro amatoriale, alla quale abbiamo opportunamente deciso di dedicare particolare attenzione. La nuova stagione – ha dichiarato il sindaco Antonio Mirra – è arricchita da alcuni elementi di novità che evidenziano la vicinanza della nostra amministrazione a chi, con passione e dedizione, contribuisce ad una crescita culturale della Città di Santa Maria Capua Vetere”.

La kermesse si chiuderà a dicembre con una serata che vedrà coinvolte tutte le compagnie amatoriali che, dal prossimo 6 aprile, andranno in scena sul palco del Teatro Garibaldi. Del cartellone, le cui date verranno diramate dettagliatamente nei prossimi giorni, faranno parte le compagnie: Capolavori in Corso, Così per Ridere, Fatti per Volare, Il Teatro in una Stanza, Immacolata Concezione, Lassastà, Quartieri Seplasia, Scena e Controscena, Unitre.

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Per la rassegna “A teatro con mamma e papa’ ” al teatro Ricciardi di Capua “La cicala e la formica e…”

LA CICALA E LA FORMICA locandina Ebbene sì, terminato ormai il tempo del Carnevale, ci sta proprio bene uno spettacolo che non abbandona la gioia di vivere e di saper vivere, ma comunque punta a stampare un apprendimento morale. E l’offerta artistica è pronta già per domenica prossima, 18 febbraio, quando alle ore 11 il sipario del Ricciardi si alzerà per dar luogo allo spettacolo “La Cicala, La Formica e…”, ulteriore bella tappa della Rassegna “A teatro con mamma e papà” giunta quest’anno alla sua 3a ed apprezzata edizione. A proporlo sarà la compagnìa sannita Teatro Eidos, brillante creatura del regista, autore e attore Virgilio De Matteo (un’autentica celebrità nel campo della produzione teatrale per ragazzi) affiancato sul palco dai bravissimi Raffaella Mirra e Mimmo Soricelli.

Le note di regìa ci anticipano che “lo spettacolo, pensato appositamente per i più piccoli, è un omaggio a Jean de La Fontaine che, come Esopo e Fedro, è stato maestro di vita per intere generazioni.  Esso si snoda con una freschezza e una ritmicità tali da rendere sempre viva l’attenzione degli spettatori. Pur mantenendo una funzione fortemente affabulativa, utilizza un linguaggio teatrale totalmente nuovo e capace di accendere l’interesse di grandi e piccini.  La trama dello spettacolo si struttura agendo su un certo numero di racconti (La cicala e la formica, Il topo di campagna e il topo di città, La tartaruga e la lepre e così via); racconti in cui La Fontaine, con insuperabile ironia e acutezza, attraverso i suoi animali, tratta l’essenza delle cose e analizza la complessità della natura umana mettendone a nudo debolezze, pregi e difetti. La messa in scena pone l’accento, con estrema semplicità, sull’insegnamento della favola. Per tutti c’è una morale che ci insegna a destreggiarci nella vita. Semplici storie diventano così pillole di saggezza quotidiana e di morale universale” per persone di ogni età.

Dalla Eidos mandano a dire: “Vi aspettiamo domenica mattina e buon divertimento!”. Embè, un invito da prendere in considerazione, sicché il riposo festivo possa arricchirsi di svago costruttivo, cioè quello che gli educatori “di razza” privilegiano sempre e sanno veramente condividere coi “rampolli” aiutati tutti i giorni (anche di domenica) ad assaporare la gioia dell’innocente attualità e, perla su perla, a costruire un sereno futuro. D’altro canto, quella formica lì ha insegnato molto anche a noi, nel tempo lontano della nostra infanzia, e nelle circostanze in cui la tradimmo, preferendo il frinire delle cicale, abbiamo poi sovente avuto a pentircene, pagando inevitabilmente il prezzo.

Il costo del biglietto? Appena 6 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni: botteghino teatro Ricciardi,  Largo Porta Napoli, Capua. E-mail: info@teatroricciardi.it  – tel. 0823.96.38.74.

Raffaele Raimondo

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Il “Laboratorio Teatro Classico” del Liceo “A. Manzoni” presenta “Nostalgia”

 

manzoniIl Liceo Manzoni sarà presente alla “Giornata Mondiale della Lingua Greca”, che si svolgerà presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli i prossimi 9 e 10 febbraio, di mattina, insieme ad un lungo e prestigioso elenco di Licei Classici della Campania: tutti insieme uniti nel nome della Cultura e della Lingua Greca .

La manifestazione è organizzata dalla Comunità Ellenica di Napoli e Campania – Dipartimento di Lingua Greca e Coordinamento Docenti Licei Classici -, in collaborazione con il comune di Napoli – assessorato alla Cultura e al Turismo -, con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e sotto il patrocinio del Ministero della Pubblica istruzione della Grecia e dell’Ambasciata di Grecia.

I Licei che hanno aderito all’iniziativa proporranno ciascuno una propria performance sul tema di quest’anno, che porta il titolo di “Le Parole dei Greci”, e sarà un’occasione di scambio culturale e di grande relazione umana ed educativa tra studenti, docenti ed appassionati del patrimonio letterario e linguistico greco.

A rappresentare il Liceo casertano guidato dalla Preside Adele Vairo, il “Laboratorio Teatro Classico”, che metterà in scena una brevissima ma intensa pièce teatrale articolata sulla parola Nostalgia (parola composta dal greco νόστος, “ritorno”, e άλγος, “dolore”: “dolore del ritorno“) ideata da Almerinda Della Selva. Gli allievi del “Laboratorio”, diretti da Massimo Santoro, secondo quanto recita il protocollo stilato con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, continuano a proporsi come “ambasciatori della cultura classica sul territorio”, grazie ad un prezioso lavoro filologico e teatrale nello stesso tempo e con l’entusiasmo di chi vive la Cultura Classica come un costante e attuale monito di humanitas. La fase organizzativa è stata curata dal prof. Giovanni Fierro.

 

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Al teatro Ricciardi di Capua “Tutto il mare o due bicchieri”

 

Eduardo Tartaglia e Veronica Mazza “Tutto il mare o due bicchieri?”: è la commedia scritta, diretta e interpretata da uno straordinario Eduardo Tartaglia in sempre felice tandem con Veronica Mazza. E’ in programma per venerdì 2 febbraio, con inizio alle ore 21, al teatro Ricciardi. Con loro sul palco Stefano Sarcinelli, Franco Pinelli e Pino L’Abbate. Scene di Luigi Ferrigno, costumi di Nunzia Russo e musiche di Paolo Coletta.

“Alla domanda: «Che cosa è il Tesoro di San Gennaro?» non pochi napoletani risponderebbero: «Una ricchissima collezione di ori e pietre preziose a lui dedicate». Ma sicuramente molti di più non esiterebbero ad individuare il Tesoro autentico  in quelle piccole teche d’argento (in realtà tutt’altro che di inestimabile valore), che custodiscono le ampolle contenenti quel liquido rosso bruno, da tutti indicato come il «Preziosissimo» Sangue del Santo. Testimonianza perenne del suo martirio, certo, ma anche, e soprattutto, unico e invalicabile confine tra Fisica e Metafisica.

Tanto premesso, non dovrebbe allora risultare difficile indovinare quale sia lo stato d’animo e quali siano i pensieri del malcapitato Vice Commissario di Polizia Ercole Portone,  giunto in piena notte nel Duomo pochi istanti dopo che qualcuno ha trafugato proprio le ampolle con il sangue di San Gennaro.

E’ impossibilitato a fare il minimo progresso nelle indagini a causa delle testimonianze sconclusionate, e involontariamente esilaranti, del frastornato Angiolino Spertoso, aiutante del sagrestano ed unico testimone, spalleggiato dalla moglie Lucia, affetta dalla Sindrome di Tourette (disordine neurologico – ndr), e dall’amico Gerardo, logorroico e in perenne conflitto con sintassi e grammatica. Quando tutte le ipotesi investigative (terrorismo islamico, gesto dimostrativo della Camorra, azione di un mitomane, furto a scopo estorsivo…) saranno clamorosamente smentite, la situazione per lo scalognato Commissario non potrà che complicarsi.

Chi si è impossessato del Preziosissimo Sangue lo ha fatto con lo scopo folle di clonare San Gennaro, estrarre una cellula dal liquido posto nell’ampolla e riprodurre vivo e vegeto il Santo in carne ed ossa. Da qui inizia una pirotecnica ed irresistibile girandola di interrogativi e risposte sul filo del paradosso, dove San Gennaro potrebbe ora assumere le vesti di un vero e proprio Super Eroe, dotato di super poteri a difesa della città.

Una sorta di Uomo Ragno ante litteram capace di fermare i treni e gli autobus lanciati a folle velocità (ipotesi invero poco verificabile a Napoli tra infiniti lavori della Metropolitana e annosi problemi di traffico urbano), ma anche un guaritore su scala mondiale collegato via internet con l’intero universo. O, ancora, potrebbe essere un baluardo della Cristianità contro il proliferare delle dottrine new age, oppure garante della Pace e della Felicità di tutti i Popoli.

E se invece le motivazioni del gesto nascondessero soltanto un interesse particolarissimo ed inconfessabile? E se, a ben riflettere, più che di San Gennaro in carne ed ossa, il mondo alla fine avesse ancora bisogno solo ed esclusivamente del suo sangue, perché bisognoso non di testimonianze e fatti, ma solo di una Fede tanto più forte e indimostrabile?

Il nuovo lavoro di Eduardo Tartaglia racconta una vicenda solo apparentemente grottesca e surreale, che, ad una analisi meno superficiale, rivela quanto le sue radici affondino ben salde proprio nelle insanabili contraddizioni della nostra epoca e quanto da esse traggano tutta la loro linfa vitale ed autentica. È così che anche questa commedia presenta, ancora una volta, tutti i tratti distintivi e le caratteristiche più tipiche della drammaturgia dell’Autore, che ha saputo rinverdire in questi ultimi anni i fasti della Grande Tradizione.

Giudicato dal pubblico e dalla critica come “l’esponente più vicino alla lezione eduardiana della fiorente scuola napoletana contemporanea”, Tartaglia nuovamente mette in luce la sua capacità di affrontare temi di grande impatto sociale e civile con la leggerezza tipica dello Scrittore comico, confermando quella eccezionale alchimia fra la serietà degli argomenti narrati e la capacità di costruire personaggi e situazioni di irresistibile divertimento, che è stata alla base di tanti suoi successi.

Basti citare, almeno, “Ci sta un Francese, un Inglese e un Napoletano” e  “La valigia sul letto”, le cui affermazioni teatrali sono state bissate con i due omonimi film prodotti e distribuiti dalla Medusa nel 2008 e nel 2010. E, inoltre, “Questo bimbo a chi lo do?” anch’esso ormai prossimo ad essere trasposto dal palcoscenico al grande schermo.

Saper individuare gli stati d’animo che turbano e inquietano il cosiddetto immaginario contemporaneo, per coglierne con sapienza ed incisività gli esilaranti paradossi che sempre si annidano proprio nelle storie più spinose e difficili, è sicuramente la cifra drammaturgica che contraddistingue la scrittura dell’Autore.

Le mille domande che da sempre accompagnano il progresso tecnico scientifico, gli innumerevoli interrogativi anche angoscianti che si pongono alle coscienze individuali e collettive di fronte al Mistero, l’eterno e insoluto conflitto tra Fede e Scienza, potevano essere certamente l’oggetto di operazioni teatrali di ben altro colore (per tutti, si pensi al “Galileo” di B. Brecht).

Ma è proprio nel coraggio di rendere questo soggetto materia di una commedia molto divertente e nella conseguente capacità di trattare questioni delicatissime con leggerezza e non con superficialità, che risiede l’originale misura delle commedie di Tartaglia. E, forse, anche il motivo del loro successo”. Info 0823.96.38.74.

Raffaele Raimondo

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Al teatro Ricciardi di Capua “Open Day” di laboratorio teatrale

              Melpomene musa della tragedia    Al teatro Ricciardi è in programma, per le ore 16 di sabato 13 gennaio, il primo Open Day di laboratorio teatrale. L’incontro sarà liberamente aperto a tutti coloro che, per semplice passione o addirittura sognando un futuro da attori o da attrici, siano affascinati dall’idea di frequentare un “Corso base di recitazione”. Allora, sarebbe giunto il momento giusto? Pare proprio di sì, anche perché a fugare eventuali tentennamenti contribuisce la certezza di poter contare su maestri davvero competenti. Infatti, assumerà la complessiva direzione artistica un autore di teatro e regista, Ferdinando Troiano, da oltre venti anni creativamente impegnato nel settore; egli, per di più, si occuperà della diretta conduzione del gruppo formato dai ragazzi (11-17 anni), mentre i bambini (4-10 anni) saranno magistralmente diretti da Roberta Sandias (punta di diamante del mondo teatrale che si dedica all’infanzia) e gli adulti (over 18) avranno il piacere di essere affidati al noto artista caleno Francantonio. Per ciascun Corso è prevista una durata minima di 14 ore mensili, a partire da questo mese e fino al prossimo maggio. Obiettivo comune ai tre paralleli percorsi è l’acquisizione/conoscenza di tecniche di base per la recitazione, mediante moduli formativi sia individuali che di gruppo.

Si profila così una buona proposta rivolta a persone di ogni età che hanno tenuto finora nascosto o poco svelato l’amore per quelle arti che, nella Grecia antica, godevano della protezione delle muse Talìa (commedia) e Melpomene (tragedia). C’è, altrimenti detto, la possibilità di realizzare un sogno, di cominciare a costruirlo concretamente. Basta crederci e, di conseguenza, osare!

Auguste Gusteau (uno dei personaggi del film d’animazione “Ratatouille” di Brad Bird – Usa 2007) era considerato “il miglior cuoco di Parigi e del mondo”; teneva anche trasmissioni televisive e raccomandava spesso al pubblico che lo seguiva “di non arrendersi e di provare sempre a raggiungere i propri sogni”. Gusteau aveva un motto che fu anche il titolo di un suo libro di ricette: “Chiunque può cucinare”. Ecco un’interessante chiave interpretativa del vivere che si potrebbe tradurre così: “Non tutti possiamo diventare grandi artisti, ma in ciascuno di noi potrebbe esserci un artista”. Dopotutto, se è vero come è vero che il teatro è specchio fedele della vita, a molti può anche bastare scoprirne meglio tecniche e segreti.

Raffaele Raimondo

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Grande lezione di solidarietà dai giovani artisti casertani della Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla

solidarietà Prosegue la tournée natalizia della Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla che sta regalando alla città di Caserta, in occasione di Happy Theatre – il Natale a Caserta momenti unici di grande solidarietà.

Dopo la replica della commedia Prova d’Attore presso l’Ospedale di Caserta giovedì scorso e dello spettacolo musicaleDolci Parole presso il Centro Anziani Comunale, il grande regalo di sorrisi e toccanti sensazioni che la compagnia ha portato nei luoghi di maggiore solitudine, indifferenza e sofferenza della città ha ricevuto il plauso istituzionale dall’assessore agli eventi, Emiliano Casale, e dall’assessore alle pari opportunità, Maddalena Corvino, con i quali è scattata la promessa agli anziani di uno spettacolo a sostegno dei particolari interventi a favore della struttura che li accoglie.

Continua con questo impegno la tournée invernale degliscavalcamontagne, che con il proprio operato sociale cercano di rendere più leggera la vita a chi ne ha più bisogno, cercando di portare cultura in luoghi dove difficilmente può arrivare e creando così integrazione e coinvolgimento.

L’operato della compagnia, frutto del progettoTradizione & Traduzione, non si ferma qui e torna in scena ancora una volta con Prova d’Attore – spettacolo vincitore dell’oscar del teatro comico di Roma –questa sera alle 19.30 presso la Chiesa di S. Clemente.

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I giovani casertani Michele Brasilio e Marina Cioppa portano in scena “A-Medeo” al Teatro Civico 14

 

IMG_7851Il giovane duo casertano composto da Michele Brasilio e Marina Cioppa porta in scena lo spettacolo A-MEDEO che rivendica la paternità artistica di Eduardo De Filippo nei confronti dei suoi figli scenici. I lavori del maestro si innestano su un gioco fatto di luci e immagini che riescono a dare voce ai silenzi. “Mia famiglia”, “Filumena Marturano”, “Bene mio core mio”, “Gennareniello”, “Sabato, domenica e lunedì”, “L’abito nuovo”, “Napoli milionaria”, “Natale in casa Cupiello” in cui la presenza dei figli è determinante per lo svolgimento dell’opera stessa e il riconoscimento degli altri personaggi. La modernità degli anni 2000 ha portato a numerosi cambiamenti quasi inimmaginabili ma nonostante questo per tutte le madri “i figli sò figl e sono tutti uguali”. Scritto da Marina Cioppa, diretto da Michele Brasilio, in scena Stefania Remino e Antimo Navarra.

Vulìe Teatro analizza quella che è la raffinata e forse ineguagliabile drammaturgia di Eduardo immaginando di essere lui stesso un suo figlio e cambiando così la prospettiva di scrittura che è quella di un figlio che osserva, analizza e forse arriva a comprendere la figura del padre, spesso fatta di errori e mancanze, piuttosto che l’inverso. È un testo particolare, introspettivo, che volutamente ha un finale aperto; lo spettatore deve sentirsi libero di immedesimarsi o meno nella figura di un genitore quanto di un figlio, e di odiare quanto comprendere certe scelte che inevitabilmente rientrano in una soggettività e una sfera intima in cui l’autore non vuole, non può entrare fino in fondo. La scelta degli attori non è casuale: con Stefania Remino e Antimo Navarra si è volutamente pensato a due giovani artisti la cui caratteristica primaria è la passionalità e la naturalezza scenica.

A-MEDEO apre /OSSERVATORO la nuova sezione della stagione teatrale del TC14 dedicata a una compagnia emergente diversa ogni anno, con lo scopo di darle visibilità e possibilità di confrontarsi con il pubblico, proponendo più produzioni nell’arco dell’intero programma. Il secondo appuntamento è sabato 21 e domenica 22 aprile 2018 con “Semi – peccato, non esiste più l’amore platonico” di e con Michele Brasilio e Marina Cioppa. Lo spettacolo attraversa la vita di coppia e i litigi soliti che la caratterizzano, ma non è tutto qui. Ugo e Claudia sono una coppia, convivono e hanno organizzato la loro prima cena a casa con amici.