Archivio degli autori Redazione

DiRedazione

Regi Lagni: andava sequestrato il depuratore, non la griglia. Il depuratore tratta i fanghi, la griglia invece prende il finale, il materiale grande

Perdita di tempo e sequestro non importante della griglia che non risolve il problema. Per risolvere vanno sequestrati i depuratori dove c’è il problema vero, che da lì esce tutto quello che inquina il nostro mare. C’è volontà di risolvere? Ah saperlo…

DiRedazione

Allarme furti, cittadini barricati in casa nonostante il caldo

Torna l’allarme ladri a Maddaloni. Nell’ultimo mese c’è stata una escalation di colpi nella zona di via Appia, nelle case e villette a ridosso della ferrovia. Il caso più eclatante si è verificato nella notte tra giovedì e venerdì scorso quando un cittadino si è ritrovato un ladro sul balcone di casa che, insieme ad altri tre complici, era pronto per fare irruzione all’interno. Il proprietario è riuscito a farli scappare lanciandogli addosso una sedia dei bambini che aveva a portata di mano.

Ma dopo qualche giorno di ‘tranquillità’ stanotte la banda (composta da 4-5 persone) è tornata a farsi vedere in zona, venendo messa in fuga dall’intervento di altri cittadini. I ladri fuggono sempre verso la ferrovia dove riescono a far perdere le loro tracce. E proprio in una strada parallela, nelle scorse settimane, riuscirono a portare via anche quattro agnelli vivi. Purtroppo la situazione sta diventando molto difficile per i cittadini che hanno paura di dormire con le finestre aperte nonostante il gran caldo

 

DiRedazione

Sequestrata la griglia di contenimento dei Regi Lagni

Sequestrata la griglia di  contenimento dei Regi Lagni a Castel Volturno. Poche ore fa i carabinieri forestali di Caserta, coadiuvati dalla polizia giudiziaria di Caserta, hanno posto sotto sequestro la griglia di contenimento dei Regi Lagni a seguito di un procedimento penale iniziato nel 2018 che ne denunciava il malfunzionamento.

I militari, eseguendo il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, hanno denunciato il gestore del servizio di depurazione affidato alla società SMA Campania. Il sindaco neoeletto Luigi Petrella è stato indicato quale custode giudiziario, trovandosi la griglia di contenimento nel Comune di Castel Volturno.

All’atto di nomina della custodia giudiziaria dell’impianto da parte del sindaco Petrella era presente l’avvocato di fiducia Francesca Luongo, attuale consigliera comunale

DiRedazione

Blitz in autostrada, contrabbandieri fermati dalla Finanza

Nell’ambito del piano di controllo del territorio per il contrasto dei traffici illeciti, le pattuglie su strada del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta hanno intercettato nuovamente un autoarticolato con merce di contrabbando. Questa volta non si è trattato di sigarette, ma di un carico di gasolio per autotrazione introdotto in Italia in totale evasione di imposta: oltre 23 tonnellate (circa 27.000 litri) di prodotto petrolifero trasportato in cisterne da 1.000 litri ciascuna.

In particolare, i finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Caserta, nel corso di una perlustrazione lungo l’asse autostradale A1, in prossimità della stazione di servizio San Nicola La Strada Ovest, hanno individuato un autoarticolato con targa della Repubblica Ceca con documentazione di accompagnamento riportante vistose anomalie in merito alla natura del prodotto trasportato, dichiarato come olio lubrificante.
Tuttavia nel corso dell’ispezione dell’autoarticolato e del riscontro della merce, i Finanzieri hanno avvertito un forte odore di gasolio, notando al contempo che il prodotto trasportato – contenuto all’interno di cisternette della capienza di 1.000 litri cadauna – aveva un colore assimilabile a quello del carburante e non dell’olio lubrificante. Veniva quindi approfondito il controllo, eseguendo sul posto delle analisi speditive sul prodotto tramite l’utilizzo di un termodensimetro, strumento in grado di fornire, in via immediata, dei riferimenti attendibili sulla effettiva densità del liquido.

L’esito delle prove ha consentito di riscontrare che l’autoarticolato trasportava effettivamente gasolio per autotrazione e non – come risultava cartolarmente – olio lubrificante. Atteso che il prodotto era stato introdotto sul territorio dello Stato in totale evasione di imposta, i militari hanno proceduto alla denuncia a piede libero alla competente Autorità Giudiziaria dei due autisti, entrambi di nazionalità polacca, in quanto responsabili del reato di sottrazione al pagamento dell’accisa del prodotto trasportato, nonché al sequestro, per un valore di oltre 300.000 euro, dell’autoarticolato e di circa 23 tonnellate di gasolio per autotrazione.

L’operazione di servizio ha consentito di rimuovere dal mercato una rilevante quantità di carburante che sarebbe stato commercializzato in totale evasione fiscale, con ingente danno per l’erario e per gli operatori onesti attivi nello specifico settore commerciale.

DiRedazione

58 INDAGATI Maxi-truffa con assegni clonati, un casertano a capo della banda

Gli assegni cartacei e digitali sparivano dal circuito postale e bancario per essere clonati ed incassati dai complici sull’asse Piemonte-Lombardia. Sono 4 le persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, 2 agli arresti domiciliari mentre altri 5 sono stati colpiti dalla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Torino che ha scoperto un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa che aveva la sua base in Campania ed il suo braccio operativo al Nord Italia.

A capo della banda – sono circa una sessantina gli indagati complessivamente – c’era Giuseppe S., 55enne di Frignano, per il quale il gip Giacomo Marson ha disposto la misura in carcere. Secondo la ricostruzione degli inquirenti era colui che materialmente avrebbe procurato gli assegni da clonare, grazie ad una rete di contatti con la malavita, sottraendoli dai circuiti postali oltre a coordinare le attività per negoziare i titoli. A livello più basso c’erano i procacciatori di “negoziatori”, che avevano il compito di trovare persone – molte delle quali straniere e residenti nel torinese – che avrebbero dovuto versare gli assegni clonati sui propri conti correnti messi a disposizione della banda.

Spesso sono state le banche a segnalare il tentativo, spesso riuscito, di negoziare titoli contraffatti ma anche gli effettivi destinatari degli assegni, da parte di Enel o di compagnie assicurative, hanno denunciato di non aver ricevuto il titolo facendo nascere le indagini. Le intercettazioni telefoniche tra gli indagati ed i frequenti viaggi sull’asse Napoli-Torino hanno permesso di far scoprire la truffa. Sono almeno 71, secondo quanto ricostruito, i casi di assegni cambiati. In qualche circostanza le forze dell’ordine sono riusciti ad intercettare i negoziatori beccandoli con numerosi titoli tra le mani (in un’occasione ne vennero sequestrati 22).

Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Nello Sgambato, Paolo Gallina e Carlo Fabbozzo. 

DiRedazione

Lutto nel mondo accademico casertano, addio al professore Marselli

Il sociologo Gilberto Antonio Marselli, massimo studioso della politica agraria e delle problematiche concernenti il meridionalismo, è morto all’età di 90 anni. L’annuncio della scomparsa, come riporta l’AdnKronos, è stato dato dall’Associazione Italiana di Sociologia di cui era stato membro fondatore. Era professore emerito di economia agraria all’Università Federico II di Napoli, dove aveva insegnato anche sociologia agraria. Tra i suoi libri “Mondo contadino e azione meridionalista” (Editoriale Scientifica) e “Mezzogiorno e ricerca sociale dalla teoria alla pratica” (Giappichelli).

Nato a Caserta il 7 ottobre 1928, Marselli si laureò nel 1951 alla Facoltà di Agraria di Portici e poi divenne assistente e collaboratore dell’economista Manlio Rossi Doria, uno dei maggiori meridionalisti dell’epoca, studiando con il maestro la messa a punto della riforma agraria, con sopralluoghi soprattutto in Calabria. Nel 1950 Marselli conobbe lo scrittore lucano Rocco Scodellaro che si era recato a Portici per guidare un’indagine sulla scuola in Basilicata e con il quale strinse una profonda amicizia intellettuale. Fu a Roma che Scodellaro gli presentò lo scrittore Carlo Levi, all’apice dell’enorme successo del suo libro “Cristo si è fermato a Eboli”. Fu allora che nacque il cosiddetto “Gruppo di Portici”, che si rivelò un’autentica fucina di idee e di progetti in materia di riforme e di politica agraria, nonchè sul temi annosi del meridionalismo, al punto di diventare forza centripeta per sociologi, antropologi, psicologi ed economisti in Italia e nel mondo. Nel 1960 Marselli si recò in America dove conseguì un dottorato in sociologia presso la Cornell University. Tornato a Napoli, insegnò sociologia presso la Facoltà di Economia dove ha chiuso la sua carriera accademica nel 2003. Ha diretto negli anni ’60 il Centro di specializzazione e ricerche economico-agrarie per il Mezzogiorno. Nel 2004 ha vinto il Premio Scanno per la sociologia.

DiRedazione

Armato minaccia e aggredisce un passante fuori le poste

Girava armato in pieno giorno e con il colpo in canna il 44enne Giuseppe Cantile, di San Marcellino, con precedenti per reati contro il patrimonio ed associazione per delinquere finalizzata all’estorsione.

L’uomo è stato arrestato tempestivamente ieri pomeriggio, grazie all’intervento congiunto tra gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Aversa e dei Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Aversa. Cantile intorno alle 16:30, in evidente stato di alterazione psicofisica da abuso di alcol, ha aggredito e minacciato con una pistola un passante nelle vicinanze dell’ufficio postale di Villa di Briano. Un gesto di violenza commesso senza un apparente motivo.

È stata la stessa vittima, dopo essere riuscita ad allontanarsi dal suo aggressore, a lanciare l’allarme. È stato così che gli agenti di Polizia ed i militari dell’Arma, temendo che l’uomo potesse aggredire altre persone, hanno subito avviato le ricerche, rintracciandolo poco dopo per strada. Il 44enne, alla vista delle Forze dell’Ordine, ha tentato invano di allungare il passo per sfuggire al controllo.

E’ stato quindi fermato e sottoposto a perquisizione: nella cintola dei pantaloni il personale operante ha rinvenuto e sequestrato una pistola Beretta modello 98/FS, calibro 9×21, con matricola abrasa, completa di caricatore contenente 11 proiettili dello stesso calibro. L’arma aveva già pronta un colpo in canna.

Nella successiva perquisizione nell’abitazione del pregiudicato sono stati scovati, in un capannone attiguo, altri 44 proiettili calibro 9×21, anch’essi sottoposti a sequestro. Cantile, arrestato in flagranza di reato con l’accusa di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco clandestina, è stato rinchiuso, su disposizione del magistrato di turno, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

 

DiRedazione

Sgominata dalla finanza la rete di trafficanti di sigarette di contrabbando

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 20 giugno, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta ha individuato in località Torre Lupara del Comune di Pastorano un fabbricato rurale adibito a deposito di sigarette di contrabbando, sottoponendo a sequestro oltre 10,5 tonnellate di bionde e arrestando i 7 soggetti responsabili del traffico illecito.

Erano giorni che i Finanzieri stavano setacciando l’area agricola di Pastorano in cui – come emerso da attività di intelligence – i contrabbandieri napoletani avevano deciso di occultare in un deposito i carichi di sigarette provenienti dall’Est Europa, da smistare successivamente sul territorio campano in più partite. Infatti, dopo gli ultimi sequestri di diverse tonnellate di tabacchi lavorati esteri da parte delle Fiamme Gialle casertane nelle aree industriali di Teverola, Carinaro e Marcianise, i trafficanti napoletani avevano ritenuto di minimizzare il rischio di perdere ulteriori carichi stoccando le sigarette tra i pescheti delle campagne di Pastorano, in una zona poco presidiata dalle Forze di Polizia e lontana da occhi indiscreti.

1-29-14

Il Nucleo PEF di Caserta aveva, quindi, avviato da alcuni giorni un servizio di monitoraggio del territorio con diverse pattuglie “civetta” su strada per intercettare veicoli sospetti il cui pedinamento avrebbe potuto condurre alla scoperta del sito di stoccaggio delle sigarette di contrabbando.

La perseveranza e l’impegno dei Finanzieri sono stati premiati quando, nel pomeriggio di ieri, una pattuglia della Sezione Mobile del predetto Nucleo ha individuato in località Torre Lupara del Comune di Pastorano un autoarticolato telonato con targa croata che ha imboccato una strada sterrata in una zona agricola coltivata a pescheto in cui non sono presenti insediamenti industriali. I militari – insospettiti dalla circostanza – hanno pedinato, a debita distanza, l’automezzo che, dopo circa 2 Km, ha concluso la propria corsa nei pressi di un fabbricato rurale in disuso.

Le fiamme gialle hanno quindi proceduto all’arresto in flagranza per concorso in contrabbando di tabacchi lavorati esteri dei 7 responsabili del traffico illecito (di cui i 4 napoletani con diversi precedenti di polizia), che sono stati tradotti alla casa circondariale di San Tammaro.

DiRedazione

Estorsioni per il clan: due arresti dopo la condanna

Sono stati arrestati e condotti in carcere gli esattori del clan Caterino-Ferriero di Cesa. Gli agenti della Squadra Mobile di Caserta hanno arrestato, su ordine della Procura Generale della Corte d’Appello, Cesario Caterino, di 58 anni, e Raffaele Rao, di 57 anni, riconosciuti responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore edile.

L’arresto è scaturito dopo che è diventata esecutiva nei loro confronti una sentenza di condanna. Caterino deve, infatti, scontare 4 anni e 8 mesi; mentre Ferriero deve scontarne 5. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini i due avrebbero vessato la vittima per 4 anni, dal 2005 al 2009, intimandogli di consegnare somme di denaro e presentandosi a nome di Nicola Caterino, boss del gruppo “Caterino-Ferriero” del clan dei Casalesi.

Espletate le formalità di rito Caterino e Rao sono stati associati alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere

 

DiRedazione

Agguato con la pistola contro tre persone, arrestato dopo il blitz in casa

Arrestato per minaccia aggravata e detenzione abusiva d’arma Zabava Vasile, 37enne rumeno pregiudicato e domiciliato a San Cipriano d’Aversa. Giovedì notte a bordo della sua Fiat Punto di colore blu sulla circumvallazione a Casal di Principe ha affiancato l’auto di tre suoi connazionali e puntando verso di loro una pistola, premeva il grilletto senza riuscire a sparare perché la pistola si inceppava.

I tre cittadini rumeni, recatisi successivamente presso la stazione dei carabinieri di Casal di Principe, hanno denunciato l’accaduto. I militari quindi raggiungevano via Bixio a San Cipriano d’Aversa, domicilio del presunto aggressore, e a seguito della perquisizione nell’abitazione trovavano nascosta in un buco nel  bagno l’arma dell’aggressione: una pistola a tamburo calibro 22 Mondiale con matricola abrasa.

Vasile è stato tratto in arresto per minaccia aggravata e detenzione abusiva d’arma e tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.