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Asi: interessi di associazionismo con i Cancello. Pronta altra speculazione per costruire un Hotel in zona Industriale

Pignetti AsiL’Asi al telefono ci ha detto seccamente: nella zona industriale di Carinaro-Teverola non nascerà alcun albergo. Il gioco delle tre carte anche perché la potente famiglia Cancello insieme al Consiglio di Amministrazione dell’Asi ha già trasformato contro legge da zone industriali a commerciale creando favoritismi alle Società dei Cancello (per capirci tutti i capannoni con i vetri colorati sono tutti loro e sono quasi 15) e che oggi sono tutti in fitto con incassi da capogiro ogni mese! Ma entriamo nel merito: i Cancello presentano il progetto dell’albergo, l’Asi lo boccia, i Cancello vanno al Tar e vincono. Sareste colpevoli e associati in quanto c’è già il dolo della mega speculazione fatta tra Asi e Cancello. Per quanto ci riguarda la Procura dovrebbe già intervenire? Ah saperlo…

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La Guardia di Finanza di Caserta sequestra 7 quintali di sigarette di contrabbando e arresta 3 cittadini italiani

Finanza sigarette contrabbando1Nell’ambito della costante attività istituzionale di controllo del territorio volta alla repressione di fenomeni illeciti, personale della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, nel tardo pomeriggio di ieri, ha scorto, nella zona industriale di Marcianise, 3 persone intente a caricare su un furgone bianco scatole di cartone prelevate da un locale deposito.

I militari operanti, insospettiti dall’atteggiamento furtivo dei 3 soggetti nonché dalle dichiarazioni incerte da loro fornite in merito al contenuto delle scatole di cartone, hanno deciso di procedere a un accurato controllo di queste ultime nonché del furgone.

A seguito dell’apertura delle scatole i Finanzieri hanno rinvenuto, in ciascuna di esse, 50 stecche di sigarette, tutte di provenienza ucraina e prive del contrassegno di Stato, riportanti i marchi “Rothmans Demi”, “Compliment Blu” e “Compliment Violet”, per un peso complessivo di circa 7 quintali. In particolare, le sigarette recanti i marchi “Compliment” rientrano nella categoria “cheap white”, ovvero si tratta di sigarette originali, recanti marchi registrati nei rispettivi Paesi di produzione (Russia, Emirati Arabi Uniti, Cina e Ucraina), che non potrebbero essere vendute in Italia o all’interno dell’Unione Europea, in quanto non conformi ai parametri minimi di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria.

Finanza sigarette contrabbandoAll’esito delle operazioni, le sigarette nonché il mezzo di trasporto utilizzato dai contrabbandieri, per un valore di oltre 170.000 euro, sono stati sottoposti a sequestro. Inoltre, si è proceduto all’arresto in flagranza di reato per concorso in contrabbando di tabacchi lavorati esteri dei 3 soggetti responsabili del traffico illecito (B.E. cl. 1978; L.G. cl. 1961; P.A. cl. 1961), tutti della provincia di Napoli e con precedenti penali anche nello specifico settore.

Continua, pertanto, incessante l’azione di contrasto ai traffici illeciti da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, per garantire condizioni paritarie e leali di concorrenza tra gli operatori economici, la tutela della salute dei consumatori e recuperare risorse finanziarie alle casse dello Stato.

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Ecco i tre moschettieri che distribuiscono soldi a chi vogliono?

Untitled collageReggia di Caserta, Asips, Confindustria. Soldi e affari tutto in silenzio. Ci dicono di un quarto che muove le fila con protezioni potenti cioè il capo “D’Artagnan”. Vogliamo leggere i finanziamenti che eroga l’Asips. Telefoniamo tutti i giorni e ci rispondono: domani. Noi qua stiamo! Che tengono da nascondere i tre moschettieri? E di chi sono le società che incassano dall’Asips? Ah saperlo….

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Camera di Commercio e partecipata Asips: pioggia di soldi a decine di società! Chi controlla?

Tommaso De SimonePioggia di contributi da parte della Camera di Commercio e dell’Asips alle società partecipanti alle fiere nazionali ed internazionali. A firmare le determinazioni Luigi Rao, direttore dell’Asips. Ma a chi sono andati questi soldi? Ecco tutta la lista. E tanti altri soldi sono stati dati ad altre società e si spera che vengano pubblicati nei prossimi giorni gli elenchi. Perché altrimenti si rischia seriamente una denuncia alla Procura

VI. DA. MA. FILATI con sede nella zona industriale di Marcianise: contributo di 1000 euro per la partecipazione a Linea Pelle a Milano

RIPAR COSMETICI di Caserta: contributo di 1000 euro per la partecipazione a Cosmoprof Worldwide di Bologna

MTD DIAGNOSTIC di San Marco Evangelista: contributo di 4414 euro per la partecipazione al Medlab Middle East addirittura a Dubai

CALZATURIFICIO GALLO della zona industriale di Carinaro: contributo di 1000 euro per la partecipazione a Micam a Milano

FLECS SRL di Gricignano di Aversa: contributo di 5000 euro per la partecipazione a Micam a Milano

EXTON SRL di Aversa: contributo di 5000 euro per la partecipazione a Micam a Milano

LE CHIC SAS di CORNACCHIA BEATRICE E C. della zona industriale di Marcianise: contributo di 5000 euro per la partecipazione a Fiera Vicenza Oro di Vicenza

CALVER SRL della zona industriale di Carinaro: contributo di 1827 euro per la partecipazione a Micam a Milano

RETE SAN LEUCIO TEXTILE di Caserta: contributo di 2325 euro per la partecipazione a Heimtextil a Francoforte in Germania

ANNAMARIA ALOIS di ANGELA CASALE di Caserta: contributo di 5000 euro per la partecipazione al Salone Internazionale del Mobile di Milano

LAST ITALIA di Carinaro: contributo di 5000 euro per la partecipazione a Linea Pelle di Milano

GIOSOLE SOCIETA’ AGRICOLA di Capua: contributo di 1165 euro per la partecipazione a Taste in viaggio con le diversità del gusto di Firenze

RAJOLA SPA di Napoli ma con sede al Tarì di Marcianise: contributo di 1000 euro per la partecipazione alla Fiera Vicenza Oro di Vicenza

CALZATURIFICIO EUROPA SRL di Carinaro: contributo di 5000 euro per la partecipazione a Micam di Milano

VE. NI. SHOES di Aversa: contributo di 4689 euro per la partecipazione a Micam Milano

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Un bando dell’Asl di Caserta di oltre 2 milioni di euro: serve la massima trasparenza

de-biasioCASERTA – Un bando di gara per l’affidamento della fornitura di suture chirurgiche per l’Asl di Caserta che vale la bellezza di oltre due milioni di euro. Un bando che scade ad inizio giugno, e poi bisognerà capire chi farà parte della commissione giudicatrice. Gli amici e gli amici degli amici saranno tenuti sott’occhio da chi di competenza. Sarà garantita la massima trasparenza e attenzione? Ah saperlo…

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Chissà perché a difendere l’Asi di Caserta da anni ci sono sempre gli stessi avvocati

Pignetti AsiLa presidente dell’Asi Caserta Raffaella Pignetti probabilmente ha simpatia solamente per alcuni avvocati. Tanto è vero che sono sempre gli stessi a difendere l’Ente. Vogliamo fare qualche esempio?

Avvocato Arturo Massimo contro Immobiliare CU.BAR. srl e Villa San Michele srl fino a 8mila euro. Ma già era stato ‘scelto’ per difendere l’Asi nel novembre 2017 (fino a 3630 euro) e nel giugno 2016 (fino a 4680 euro)

Avvocato Bernardo D’Antuono scelto per difendere l’Ente da una richiesta di risarcimento danni. Era stato scelto anche il 9 settembre 2013, 17 luglio 2014, 28 novembre 2014, 8 dicembre 2014, 19 aprile 2016, 28 marzo 2017 e 12 settembre 2017

Avvocato Luigi Licciardelli scelto per difendere l’Ente contro un reclamo. Scelto anche il 17 giugno 2016, 4 aprile 2017, 5 maggio 2017, 12 settembre 2017, 14 novembre 2017, 19 dicembre 2017, 9 gennaio 2018.

Avvocato Loredana Pennella scelta da anni dall’Ente per una serie di ricorsi

Avvocato Ernesto Palumbo scelto per difendere l’Ente da una richiesta di pignoramento. Scelto anche il 15 settembre 2o15, 28 gennaio 2016, 29 giugno 2017, 24 luglio 2017

Avvocato Antonio Nardone, da anni legale di fiducia dell’Asi

Poi ci sono due avvocati, Giuseppe Ceceri e Giuseppe Pacifico che spesso lavorano insieme per l’Asi: è successo in questo aprile 2018 ma anche nel maggio e nell’agosto del 2017

Avvocato Luciano Teoli, già consigliere nel Comune di Rocca d’Evandro: nel 2014 ha difeso più volte l’Asi prima di fermarsi per l’attività politica. Appena si è dimesso è tornato a difendere l’Ente

E questi sono solamente quelli pubblicati! Da parecchi anni a questa parte ci sono sempre le stesse facce a rappresentare l’Asi in tribunale. Per quale motivo? Ah saperlo

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Immondizia: al Comune di Caserta pronto il bando da 100 milioni di Euro

Carlo MarinoIl Comune di Caserta affiderà al Suap il bando dei rifiuti. Cinque anni, 94/96 Milioni di euro.  Ci sarà massima trasparenza e attenzione a questa gara? Ah saperlo…….

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Arrestato il capoclan Achille Piccolo di Marcianise, è il figlio del boss Antimo

piccolo achille OKNel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato di Caserta ha tratto in arresto PICCOLO Achille, classe ’75, attualmente capo dell’omonimo clan camorristico egemone in Marcianise e comuni limitrofi. Il ras, sottoposto alla sorveglianza speciale della P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, è stato riconosciuto dagli agenti della locale Squadra Mobile nel mentre, a bordo di un’autovettura, circolava nel territorio di Caivano. Alla luce di ciò, è stato immediatamente intercettato e bloccato, quindi tratto in arresto per violazione degli obblighi previsti dalla misura di prevenzione cui è sottoposto. Nella circostanza gli è stata contestata altresì la guida con patente revocata.

PICCOLO Achille è figlio del più noto PICCOLO Antimo, capoclan deceduto nell’agguato del 12 novembre 1986, meglio noto come “strage di San Martino”. Nella circostanza, oltre ad Antimo, persero la vita nel cortile dell’abitazione di questi, anche i suoi accoliti MARTELLONE Michele, BELLOPEDE Antonio e BELLOPEDE Giacomo.

Dopo le formalità di rito, PICCOLO Achille è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa dell’udienza di convalida che, tenutasi nella mattinata odierna con rito direttissimo, ha visto la convalida dell’arresto e la condanna del prevenuto alla pena di due anni di reclusione; allo stesso tempo, trattandosi di violazione di una misura di prevenzione di recentissima esecuzione, in territorio ad alta densità criminale ed in un contesto di fatti di dubbia natura, come la detenzione di ingente somma di denaro, di cui lo stesso era stato trovato in possesso al momento del controllo, il Giudice ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

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Operazione ‘Golden Game’, duro colpo alla camorra dei videogiochi di Maddaloni: 11 arresti del ‘Clan Belforte’ e sequestrate 130 slot machine

Guardia di Finanza slot machineIn esito ad una complessa attività investigativa diretta dalla Procura di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, convenzionalmente denominata “GOLDEN GAME”, militari della Guardia di Finanza di Marcianise, con il rinforzo di oltre 100 finanzieri appartenenti a tutti i Reparti operativi del Comando Provinciale di Caserta, hanno dato esecuzione in data odierna all’ordinanza del G.l.P. del Tribunale partenopeo che ha disposto l’applicazione di 11 misure cautelari personali (7 custodie in carcere e 4 arresti domiciliari) nei confronti di  affiliati al “clan Belforte – fazione di Maddaloni” ed imprenditori collusi operanti nel settore dell’istallazione e gestione di apparecchi da gioco del tipo “NewSlot”.

L’operazione in argomento, nata da un attenta analisi del settore dei giochi, ha consentito di individuare e smantellare una consolidata rete criminale di stampo mafioso in grado controllare il mercato locale dei videopoker operando in regime di pressoché totale egemonia.

Le indagini sono iniziate nel giugno 2016 a seguito di una segnalazione anonima inviata al Reparto territoriale della Guardia di Finanza nella quale venivano denunciate delle irregolarità nella gestione di alcune macchinette da gioco e divertimento (cd. NewSlot) di proprietà di alcune società della Provincia di Caserta. Tramite l’esecuzione di mirati controlli volti a verificare la regolarità delle installazioni presso alcuni esercizi commerciali di Maddaloni è stato quindi possibile rilevare che in un breve lasso di tempo numerosi esercizi commerciali si erano dotati di ulteriori slot appartenenti e gestite da due ditte individuali che si stavano espandendo in maniera repentina e anomala sul mercato di riferimento.

La successiva attività investigativa permetteva di capire come tali ditte non fossero in realtà gestite dai formali intestatari, bensì riconducibili alla sfera di diretta influenza dei componenti di una nota famiglia di Maddaloni, già operante nel settore e destinataria di una misura di prevenzione personale e patrimoniale che alcuni anni prima li aveva spossessati delle loro aziende perché collegate con il clan camorristico Belforte, grazie al quale erano riusciti a conquistare ampie fette del mercato locale dei giochi.

Tale conclusione investigativa veniva poi corroborata da una serie di testimonianze rese da diversi collaboratori di giustizia, da personale dipendente delle stesse ditte e da alcuni degli esercenti, che, sebbene impauriti e timorosi delle conseguenze della loro collaborazione, posti di fronte alle evidenze già acquisite, confermavano di essere vittime di estorsione in quanto costretti a far installare tali slot all’interno dei propri locali commerciali, estromettendo i gestori già lì operanti.

Ulteriori e decisivi riscontri venivano poi acquisiti per mezzo di intercettazioni, anche ambientali, e di prolungati servizi di appostamento e pedinamento dei soggetti indagati.

In sintesi, l’insieme dei numerosi elementi probatori acquisiti ha dimostrato come gli imprenditori monitorati sono riusciti nel tempo ad aggirare di fatto la misura di prevenzione disposta nei loro confronti, imponendosi nuovamente sul territorio, ancora una volta grazie alla forza intimidatrice del clan di riferimento ed operando per mezzo di ditte formalmente intestate a “teste di legno”, ma di fatto gestite completamente da loro, tanto da acquisirne direttamente tutti i proventi, da condividere poi con il sodalizio criminale che ne aveva agevolato l’operatività.

Oltre venti i casi di presunta estorsione accertati ai danni di altrettanti commercianti che hanno dovuto subire la violenza intimidatrice esercitata da noti pluripregiudicati appartenenti al clan “Belforte – fazione di Maddaloni”.

Sulla base dei dati raccolti è stato quindi dettagliatamente ricostruito il “giro d’affari” del gruppo criminale e sulla scorta dei plurimi elementi probatori e dei riscontri operati, rilevata la sussistenza delle esigenze cautelari, il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha ora disposto l’arresto nei confronti di 11 soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione, fittizia intestazione di beni ed illecita concorrenza aggravati dal metodo mafioso.

Contestualmente, in ossequio alle richieste della locale Direzione Distrettuale Antimafia, l’Autorità Giudiziaria partenopea ha disposto inoltre il sequestro dell’intero complesso aziendale e di tutti i beni riconducibili alle ditte individuali colluse con il clan, ivi compresi 130 apparecchi da gioco e divertimento installati presso 22 bar e locali di Maddaloni (CE) e dintorni.

Sulla base di questo provvedimento patrimoniale, i militari della Guardia di Finanza dalle prime ore di questa mattina stanno prelevando materialmente tutte le “NewSlot” in questione dai locali dove erano state installate per sottoporle anche ad una verifica tecnica finalizzata ad individuare anche eventuali alterazioni dolose del software di gioco e per ricostruire nel dettaglio anche l’ammontare dei relativi proventi illeciti.

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Collegato al Centro Campania sta per nascere altra mega operazione

Antonello VelardiPer fare le operazioni a Caserta ci vogliono i puliti e i politici apparentemente puliti. Le società che realizzeranno sono amici degli amici? I tecnici sono gli amici degli amici? I politici sono gli amici degli amici? Ah saperlo….