Archivio mensile dicembre 2018

DiRedazione

Gestore di un bar ferito con un colpo in faccia

RissaUn colpo al volto, forse una testata, che ha ferito il gestore di un bar in via G.M. Bosco a Caserta: è su questa aggressione che sta cercando di fare luce la polizia del Capoluogo alla quale è stata presentata la denuncia. I fatti sono accaduti nel tardo pomeriggio di lunedì, alla vigilia di Natale. Il gestore del bar ha provato a portare fuori dal locale un ragazzo che stava discutendo con la barista, quando quest’ultimo lo ha colpito al volto, ferendolo. Ne è nato un parapiglia e nel caos l’aggressore è riuscito a dileguarsi, allontanandosi dal locale non dopo aver colpito (stando ad una prima ricostruzione) altre persone presenti che stavano cercando di bloccarlo.

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Blitz dei vigili nel mattatoio in zona Lo Uttaro, 6 denunciati. Sotto chiave anche 2 auto

mattatoio caserta sequestro-2Nuovo blitz della polizia municipale di Caserta nell’area del mattatoio in zona Lo Uttaro che è stata messa sotto sequestro.

La zona era stata trasformata in una vera e propria discarica abusiva: sono stati sequestrati anche due veicoli (uno dei quali bloccato per intestazione fittizia).

Non è la prima volta che gli agenti intervengono nella zona dell’ex mattatoio. Ad inizio anno vi fu un’altra operazione per liberare l’area dai rom che l’avevano occupata illegalmente e la zona fu anche bonificata. Ma dopo l’intervento c’è stato di fatto un nuovo insediamento che ha portato al blitz di questa mattina.
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Forza Italia in Campania: Affari Politica Camorra. Greco con Pentangelo&Cesaro

Pentangelo-Cesaro-GrecoE’ articolata, lunga, complessa, ma nello stesso tempo semplice, chiara e diretta per il comprendonio, l’informativa di polizia giudiziaria, in cui compaiono nomi di imprenditori, camorristi e politici con cui nel corso degli anni considerati dall’inchiesta, ha rapporti Adolfo Greco. L’imprenditore stabiese di 68 anni, lo scorso 5 dicembre è finito in carcere con l’accusa di concorso in estorsione aggravata dalla matrice camorristica. Insieme al suo sono stati eseguiti altri dodici arresti: questi i numeri dell’operazione Olimpo. Secondo gli investigatori «il “potere e la forza economica” del Greco gli hanno fatto guadagnare l’appellativo, come lo stesso non disdegna di sottolineare, di deus ex machina di molte delle vicende inerenti alla vita sociale e politica stabiese».

Nell’informativa della Squadra mobile di Napoli
il profilo e gli intrecci d’affari e personali
dell’imprenditore stabiese finito in carcere il 5 dicembre scorso

«Orbene – annotano gli inquirenti – le attività investigative esperite, analizzate e compendiate nella presente informativa hanno permesso, innanzitutto, di esprimere un giudizio di valore sulla figura del Greco Adolfo, che è sì, un imprenditore, ma non di quelli che, nel rispetto dei principi sociali e giuridici, danno lustro e favoriscono lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese». Adolfo Greco, sottolineano gli operatori di polizia giudiziaria «ha dimostrato di essere invece, un pericoloso “imprenditore-criminale”». L’indagine confluita nel procedimento (Olimpo, ndr) «traendo spunto dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Belviso», è avviata nel 2013 e «ha analizzato il circuito dei rapporti professionali, politici, criminali e sociali dell’imprenditore stabiese». Adolfo Greco, partendo dal settore del latte, negli anni ha esteso i propri interessi anche nell’attività immobiliare, turistico-alberghiera, e perfino aerospaziale.

Uno sterminato patrimonio immobiliare in Campania:
da Caserta a Salerno, da Pozzuoli a Capri

«Greco, oltre a vari immobili residenziali e commerciali, che detiene in proprietà esclusiva, ha acquisito, anche in società con altri soggetti, aree industriali in disuso, come l’ex stabilimento Cirio a Castellammare di Stabia, la ex centrale del latte di Padova, un “contenitore” industriale in Pozzuoli, un immobile industriale a Cava de’ Tirreni poi trasformato in un hotel affiliato alla catena “Holiday Inn” ed un albergo a Capri». Le acquisizioni immobiliari, scrivono ancora gli inquirenti, sarebbero state realizzate anche con «l’insinuazione in procedure fallimentari» e concorrendo ad aste giudiziarie.

I rapporti con la famiglia di don Antonio Polese,
l’ex boss delle cerimonie e patron
dell’hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate

Dalle indagini si desume «che un ruolo fondamentale in tal senso, è stato svolto da Giovanni Lombardi, spregiudicato imprenditore di origine casertana», ex presidente della Casertana FC e dai recenti trascorsi di editore di un giornale locale. Altro nome che compare nell’informativa è quello di Tobia Polese, detto don Antonio, meglio noto come «il boss delle cerimonie», proprietario del castello di Sant’Antonio Abate, “La Sonrisa”. Don Antonio, deceduto il primo dicembre del 2016, «condivideva cointeressenze con Greco in numerose società operanti sia nel settore lattiero-caseario (Mia Latte Srl, fornitrice Parmlat Spa) che in quello immobiliare (PolGre Europa 2000 Srl proprietaria della ex area industriale Cirio)». Non bisogna dimenticare – evidenziano gli inquirenti – che Greco è stato condannato per l’intestazione fittizia del Castello Mediceo di Ottaviano, dimora del padrino della Nco, Raffaele Cutolo.

Nella vicenda furono coinvolti anche i soci dell’epoca di Greco, tra cui lo stesso don Antonio Polese. Scrivevamo che le prime risultanze delle attività investigative, relative all’indagine su Greco, sono avviate nell’aprile del 2013. In quel periodo, l’imprenditore è impegnato nelle iniziative a sostegno della campagna elettorale del figlio Luigi, candidato al consiglio comunale a Castellammare. Le conversazioni captate all’epoca, annotano nero su bianco gli operatori di pg, «permettevano di comprendere e decifrare comportamenti e relazioni sociali, politiche e delinquenziali», che saranno utili agli inquirenti per ricostruire le attività poste in essere da Greco.

Le attività di intercettazione a ridosso della candidatura
di Luigi Greco, eletto con 677 voti nelle fila di Scelta Civica
al consiglio comunale di Castellammare di Stabia

«In tal senso va interpretata, ad esempio, la candidatura di Luigi Greco, poi eletto consigliere comunale (con 677 voti) nelle fila di “Scelta Civica”, a sostegno del candidato sindaco, esponente di Forza Italia, Antonio Pentangelo». E’ proprio quest’ultimo, secondo gli inquirenti, che avrebbe «poi assunto un ruolo strategico fondamentale nello scacchiere di Adolfo Greco per la realizzazione dei suoi intenti criminosi» riguardo alle vicende relative alla riqualificazione dell’ex area industriale Cirio e a quelle legate all’Asi (Area sviluppo industriale) di Castellammare di Stabia. Per gli inquirenti, Antonio Pentangelo costituiva l’anello di congiunzione tra l’imprenditore indagato e l’attuale senatore Luigi Cesaro.

L’affaire Cirio e i riferimenti alla politica:
da Antonio Pentangelo a Luigi Cesaro,
da Pasquale Sommese ad Antonio Milo

Quest’ultimo, è scritto nell’informativa, «da presidente della Provincia di Napoli, assunto il seggio di parlamentare, avrebbe poi nominato con proprio decreto, il suo “delfino” stabiese, alla poltrona di facente funzioni di presidente della Provincia». La nomina, annotano ancora gli inquirenti, sarebbe stata poi «utilizzata da Greco relativamente alla vicenda “Cirio”». Secondo quanto si evince dalle intercettazioni effettuate, sono diversi i riferimenti politici su cui Greco poteva contare a livello stabiese, regionale e nazionale. «Come Nicola Corrado (all’epoca assessore della giunta Cuomo), Pasquale Sommese (nel 2013 assessore regionale della Campania), Antimo Cesaro, e i senatori della Repubblica (ci riferiamo sempre all’epoca dell’indagine) Antonio Milo e Carlo Sarro», è scritto nell’informativa.

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CAMORRA Estorsioni agli imprenditori, scacco ai Casalesi | I NOMI

dia carabinieri-2Sono complessivamente 13 gli indagati (7 finiti in manette) nell’inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica di Trieste Carlo Mastelloni e dal sostituto procuratore della Dda di Trieste su un giro di etorsioni aggravata dal metodo mafioso, per avere costretto professionisti e imprenditori italiani e stranieri, attraverso minacce e intimidazioni, a rinunciare a ingenti crediti per favorire gli interessi del clan camorristico dei Casalesi. Gli indagati devono rispondere di aver partecipato, a vario titolo, ad estorsioni commesse in Croazia e pianificate in Italia in danno di imprenditori e professionisti, alcuni dei quali italiani e operanti a Pola, in Istria croata.

Figura chiave della vicenda è Fabio Gaiatto, 43 anni, imprenditore e presunto intermediario finanziario di Portogruaro (Venezia), attualmente detenuto per altra causa, il quale avrebbe investito 12 milioni di euro appartenenti a gruppi criminali riconducibili al clan dei Casalesi. Stando all’inchiesta della Dia, Gaiatto avrebbe messo in piedi un sistema per investire illecitamente i capitali utilizzando diverse società con sede in Croazia, Slovenia, Gran Bretagna. Proprio le autorità croate, in seguito alla denuncia di un professionista locale e accogliendo le istanze di altri creditori, avevano proceduto al pignoramento dei conti correnti delle società facenti capo a Gaiatto, disponendo il blocco finanziario e impedendo all’imprenditore di restituire quanto investito dal clan dei Casalesi. Per i problemi finanziari di Gaiatto e le pressioni dei suoi ‘soci’ del clan dei Casalesi, quest’ultimi avrebbero messo in atto condotte estorsive nei confronti dei professionisti italiani e croati clienti di Gaiatto.

In manette nell’ambito dell’indagine sono finiti Francesco Salvatore Paolo Iozzino, 56 anni, imprenditore nato a Legnano (Milano) ma di origini napoletane e residente a Resana (Treviso); Gennaro Celentano, detto ‘Genny’, 34 anni, di Napoli, già detenuto; Mario Curtiello, detto ‘Mariano’, 36 anni, di Napoli, già detenuto; Walter Borriello, 42 anni, di Torre del Greco (Napoli); Luciano Cardone, 37 anni, di Torre del Greco e domiciliato a Soliera (Modena); Domenico Esposito, 45 anni di Napoli, residente a Sant’Antimo (Napoli). Questi, secondo l’indagine, avrebbero assunto la tutela di Gaiatto, garantendogli una sorta di protezione da attività ritorsive dei creditori, esasperati per il mancato rientro dei capitali investiti da Gaiatto, assicurando all’imprenditore la costante presenza nella sua abitazione e accompagnandolo in occasione dei suoi spostamenti. Inoltre gli arrestati avrebbero costretto le vittime a rinunciare agli ingenti crediti vantati nei confronti di Gaiatto, inducendoli a cedere all’imprenditore beni immobili senza alcun corrispettivo, oltre a fornire prestiti confluiti sul conto di società del faccendiere veneto.

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Schianto tremendo sulla Statale, automobilista in gravi condizioni

incidente-sessa-aurunca-2È ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Piedimonte Matese il 39enne vittima di un terribile incidente stradale questa mattina sulla Statale per Sant’Angelo d’Alife, in direzione ‘Quattro Venti’. Nello schianto sono rimaste coinvolte anche altre vetture che stavano percorrendo l’arteria.

L’uomo ferito è stato soccorso sul posto dal personale medico giunto in ambulanza, e successivamente trasportato in ospedale. Per consentire i rilievi le forze dell’ordine hanno bloccato la strada 158 Valle del Volturno.

 

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“Ciao guerriera”. La città piange Mariarosaria: aveva 21 anni

mariarosaria sgambato-2Morire nel pieno della giovinezza, quando la vita dovrebbe offrirti altre emozioni. E’ l’ennesima tragedia che scuote la provincia di Caserta dopo che è venuta a mancare nelle ultime ore una ragazza di 21 anni, Mariarosaria Sgambato, deceduta questa mattina dopo aver combattuto contro il male del secolo. Mariarosaria è stata una guerriera, ma si è dovuta arrendere. E sui social scorre il dolore degli amici e di chi ha conosciuto Mariarosaria. “La nostra comunità stamattina è stata colpita da Una tragedia di cui non si dovrebbe mai parlare. Un’altra vittima della terra dei fuochi – ha scritto in un post l’associazione culturale Piedarienzo – tutta la comunità è vicina alla famiglia Sgambato e Roviello”.

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Minaccia di morte moglie e figlio, marito violento arrestato

violenzaNella mattinata odierna i carabinieri della Stazione di Santa Maria Capua Vetere hanno dato esecuzione a San Prisco ad un’ordinanza dispositiva di misura coercitiva, emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della procura, nei confronti di J.A., 40 anni, gravemente indiziato del reato di maltrattamenti contro familiare convivente ai danni della convivente e del figlio minore.

Il provvedimento cautelare recepisce l’esito degli accertamenti svolti a seguito della denuncia sporta il 22 ottobre dalla convivente dell’indagato, i cui contenuti sono stati riscontrati attraverso le dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti. In particolare la ricostruzione della vicenda ha permesso di appurare che l’indagato, dal febbraio del 2017 ad oggi, ha assunto nei confronti della vittima atteggiamenti vessatori e violenti, minacciandola di morte agendo per futili motivi.

Inoltre, è stato accertato che l’indagato, nel mese di ottobre, in preda ad un improvviso raptus di ira, colpiva la moglie al volto provocandole lesioni personali giudicate guaribili in 5 giorni e, contestualmente, strattonava con violenza il figlio minore facendolo cadere al suolo procurandogli lesioni giudicate guaribili in 5 giorni.

Il gip, concordando con la misura coercitiva avanzata dalla procura, anche per quanto riguarda la sussistenza di concrete ed attuali esigenze cautelari, ha disposto per J.A. la misura cautelare della custodia in carcere

 

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Muore giovane papà: aveva 33 anni

lutto cittadinoUn dolore improvviso ed enorme quello che ha colpito la comunità di Gricignano d’Aversa per la morte di un giovane padre di 33 anni, che lascia la moglie e tre figli. Una morte improvvisa causata da un malore inatteso che non ha dato scampo all’uomo e che ha gettato nello sconforto la moglie e l’intera famiglia. Su Facebook non si contano i messaggi di ricordo del ragazzo, benvoluto da tutti. Un dolore che ha colpito anche il vicino paese di Cesa, dove è cresciuta la moglie.

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Perde il controllo dell’auto e finisce contro un negozio

auto negozio-2Un brutto incidente è avvenuto nella notte tra sabato e domenica a Teano. Un ragazzo di Carinola ha perso il controllo della vettura che stava guidando e si è schiantato prima contro un’auto parcheggiata e poi contro un negozio. Fortunatamente non ci sono state conseguenze gravi per il ragazzo, che è rimasto solo contuso nello schianto.

 
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Raid al bar della stazione, ladri costretti alla fuga

furto bar stazione-2Col volto coperto da passamontagna e armati di attrezzo da scasso, hanno tentato di fare irruzione all’interno del bar-tabacchi della stazione ferroviaria di Sparanise, ma il raid fortunatamente è fallito. È quanto accaduto poco prima delle due di notte tra sabato e domenica, quando tre uomini hanno cercato di compiere il colpo, provando ad entrare nel locale dal retro.

Per fortuna il bar-tabacchi, dotato di un impianto di videosorveglianza controllato da remoto, è intervenuto costringendo i tre malviventi alla fuga. Sul posto sono poi intervenuti gli uomini della vigilanza privata, che hanno accertato come nulla fosse stato asportato dal bar.