Intervista all’editore Turco a 1 mese dall’acquisto di CasertaPrimaPagina

DiRedazione

Intervista all’editore Turco a 1 mese dall’acquisto di CasertaPrimaPagina

Turco

G) Buongiorno.
T) A lei e ai lettori.
G) La linea editoriale è chiara. A lei piacciono gli scoop?
T) No, piacciono le notizie diverse dalla concorrenza.
G) In un mese Caserta Prima Pagina è conosciuto già in tutta Terra di Lavoro, come è possibile che tutto quello che lei prende in mano che sta a zero arriva subito a 100?
T) A 13 anni già andavo a scuola e lavoravo per scelta, non esigenza. Il mio babbo che non c’è più comprò la bicicletta a mio fratello e a me disse che ero ancora piccolo. Era estate, tornai a casa tutto sporco, mammina si mise a piangere, non accettai più che me la comprassero e andai a fare il fabbro. E dopo 2 settimane raggiunsi l’obiettivo: mi comprai la bicicletta e mi feci tutta l’estate in bici.
G) Azz!!! Mi sta dicendo che il lavoro e il coraggio sono il mix vincente?
T) Bisogna studiare e lavorare quello che dico sempre ai miei figli, oggi fare impresa è tosta, bisogna sempre avere il metro in tasca. Devi essere serio, devi applicare la legalità in tutto, devi stare lontano dai guai, lei sta pensando come? Semplice, ti devi fare le ossa già da piccolo, nessuno ti regala niente, devi essere tu a fare la differenza, ma se non capisci la differenza tra una ‘mezzanella’ e una vacanza non si arriva da nessuna parte, il primo intoppo economico o familiare o imprenditoriali rischi di fallire.
G) Mi ha affascinato……
T) Le racconto un’altra cosa, nella storia della politica regionale non è mai accaduto che una lista non di partito prendesse i consiglieri regionali. Costituii una lista nel 2010 e fui in grado di prenderlo: fino ad allora i big non c’erano riusciti.
G) Oggi….
T) Pochissima classe dirigente capace e consiglieri regionali eletti con pochi voti tutti montati di testa. A me piacciono i politici umili, decisionali e che mantengono le parole. Nell’editoria mi piacciono i giornalisti che non si vendono e che quando iniziano una cosa la portano a termine e se il giornalista sbaglia deve avere il coraggio di chiedere scusa. Non mi piacciono gli articoli a orologeria, non mi piacciono gli articoli falsi, non mi piacciono i giornalisti che chiedono in cambio qualcosa. Hai scelto un mestiere, fallo con onestà e moralità, questa è la linea editoriale di tutto il gruppo. Grazie dell’intervista.
G) Grazie a lei.

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