Sulla pagina facebook di 'Libero Pensiero Bianconero', è stata pubblicata una interessante intervista all'ex bianconero Antonio Di Lella firmata da
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Archivio mensile maggio 2016

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Strutture sportive che disastro! Ecco alcune soluzioni dell’ex bianconero Antonio Di Lella

Una veduta del Palamaggiò

Una veduta del Palamaggiò

Sulla pagina facebook di ‘Libero Pensiero Bianconero’, è stata pubblicata una interessante intervista all’ex bianconero Antonio Di Lella firmata da Modestino Ardito e Claudio Cottafava. Con lui si è parlato delle strutture cittadine, un problema non da poco che si va ad aggiungere all’incertezza del futuro della Juvecaserta.

D.- Antonio, hai già fatto uno screening preliminare sulle strutture sportive a Caserta? R.-Certamente, ed ho individuato già alcune strutture idonee alla ri­qualificazione;
D.-Qual è la valutazione da cui, oggi, puoi partire per avviarne un’ottimiz­zazione nel prossimo futuro? Inoltre, ritieni sia profittevole riqualificarli?
R.Ho individuato già alcune strutture, a mio parere, meritevoli di ri­qualificazione. Anche per il ritorno economico e sociale del territorio. Ad esempio, penso allo Stadio Pinto, alla tendostruttura di Tuoro, ed al “Palaginnastica”, la cui riqualificazione, rientra senz’altro nello scopo del finanziamento europeo per lo sport, in base alla programmazione europea 2014/2020;
D.-Esistono, al di là degli impianti conosciuti (i soliti noti), soluzioni alternati­ve? In tal caso: quali sono, realisticamente parlando?
R.A parte le strutture note, esiste una soluzione praticabile che riguarda ilfosso” nel “Quartiere Parco degli Aranci”. Per intenderci, quello riconducibile al progetto di Iavazzi e delPala Caserta”. Come ben noto, dopo oltre venti anni, la disponibilità di quest’areadi oltre trentamila mq.- è tornata nella proprietà della nostra municipalità;
D.-Ritieni ci sia un genuino interesse -da parte di istituzioni e territorio- attorno a questo progetto?
R.Ne sono convinto, perché il progetto darebbe un forte input all’econo­mia della Città, rilancerebbe la zona Parco degli Aranci anche in termine di valore degli immobili e, certamente, è di interesse per il Comune, che avrebbe anche un notevole introito economico;
D.-Quali sarebbero le fonti con cui finanziar­lo? E con quali modalità, e/o garanzie, di rag­giungimento concreto degli obiettivi?
R.Una strada, già collaudata da altri Enti Pubblici, è la politica delproject financing”. Ma ci sarebbe anche l’opzione dellasocietà di tra­sformazione Urbana”, con il coinvolgimento di imprenditori, per realizzare aree verdi pubbliche ed unaCittadella dello Sport”, con annessa attività ricettiva, di organizzazione di meeting e congressi, oltre ad una necessaria attività commerciale;
D.-L’ultima domanda: te la sentiresti di fare da garante, a presidio dei risultati in ambito logistico e sportivo? Su quali e quanti ‘alleati’ puoi contare?
R.Io sono onorato di gettare le basi per la realizzazione del progetto. E sono sicuro che, una volta che le persone ne comprenderanno l’enorme valore economico e sociale, saranno più d’uno gli imprenditori interes­sati ad investire.
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Non c’è più il senso della misura: il caso della “benedizione delle penne” all’Istituto Jommelli di Aversa finisce in Parlamento!!!

sgambatoMa non esiste proprio più, in questo benedetto Paese, il senso del limite? Il caso della “benedizione delle penne”, strampalato ma tutto sommato innocuo rituale propiziatorio in vista degli esami di maturità ormai alle porte, deciso e messo in atto all’Istituto Jommelli di Aversa, è finito ad intasare il lavoro delle aule parlamentari. E’ stata la deputata del Partito Democratico, Camilla Sgambato, che già ieri si era espressa contro l’iniziativa, a farsi promotrice di una interrogazione parlamentare indirizzata alla ministra dell’Istruzione Stefania Giannini dalla quale la parlamentare sammaritana vuole sapere se “non consideri l’iniziativa dell’istituto statale Nicolò Jommelli di Aversa in contrasto con l’indirizzo educativo e, in tal caso, se non intenda farsi promotore di iniziative volte a tutelare il principio di educazione laica in tutte le scuole”. Ora, atteso che non è certo il momento di attizzare il fuoco della discordia e dei contrasti interetnici e interreligiosi, ma davvero non ci sono altri problemi ben più urgenti sui quali richiamare l’attenzione di un ministro, dell’Istruzione o di altro?

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Baioni: “Grazie Caserta, sono cresciuto tanto grazie a te”

Giacomo Baioni

Giacomo Baioni

Dopo tre anni di gioie e sacrifici, vittorie e sconfitte, è l’ora del commiato per Giacomo Baioni fresco della nomina di vice allenatore della Dinamo Sassari. E’ arrivato come un sergente di ferro, va via con le lacrime agli occhi e la consapevolezza di essere, comunque, parte di questa comunità: “Provo grande rispetto e riconoscenza per Caserta perché, quando fai un percorso di tre anni dove ho dato tutto, significa che ho avuto tutto da questa città e club – attacca il coach pesarese -. Quando è nato questo percorso tre anni fa non sapevo cosa mi aspettasse. Oggi vado via e la cosa più bella, per uno che fa questo lavoro, è dire che bisogna vivere Caserta nel cammino di un coach: non c’è un giorno da ‘0-0’, è una piazza che ha grande cultura di basket e ti mette pressione ma, al tempo stesso, mi ha fatto crescere. All’interno di questi tre anni ho imparato cosa significa soffrire: ogni anno siamo arrivati a giocarci tutto all’ultima giornata. Il bello di Caserta è questo: soffrire per un obiettivo. In questi anni abbiamo vinto partite incredibili (vedi Trento o lo scorso anno Reggio Emilia e Sassari) ma anche lasciate altre per strada: in questi tre anni c’è qualcosa di concreto ed è il bello di essere parte di Caserta – continua Baio -. Qui mi sono fatto le ossa e lo porterò dentro, se non fossi passato per qui non sarei dove starò. Il rapporto con tutto lo staff è stato splendido e saranno amici miei per tutta la vita. Antimo Lubrano mi ha accolto come un fratello e saremo sempre legati. Mimmo Papa con cui ho passato tantissimo tempo in ufficio, io non so se queste cose sono automatiche ma qui lo è ed è bellissimo. E quest’anno ho avuto la fortuna di lavorare con Antonello Nevola, persona di grande qualità e che mi ha aiutato tantissimo. Così come il rapporto con Sandro Dell’Agnello che mi ha permesso di esprimermi. Qui ho avuto la fortuna di lavorare con Enzo Esposito con cui, tutt’ora, sono in contatto. Ma anche tutte le persone che lavorano qui: Carlo, Umberto, il ragionier Pacifico.

Giacomo Baioni

Giacomo Baioni

Ringrazio Marco Caiazzo per quello che mi ha dato a livello di scouting. Mi porterò sempre dentro Caserta. Io non posso non parlare del presidente Iavazzi: non so cosa farà, ma il patron è stato incredibile con me. Mi ha trattato come poche persone hanno fatto in vita mia e non posso dire niente contro di lui, ho sempre sostenuto Iavazzi e lo farò sempre. Lui ha messo quattrini che hanno permesso la sopravvivenza, ha fatto quello che doveva fare in questi tre anni e, ripeto, mi ha trattato in modo super, è un grande presidente – e gli occhi di Baio diventano lucidi -. Grazie a Caserta ho la possibilità di stare in A e voglio tornare al Palamaggiò l’anno prossimo. La magia nella creazione dei rapporti che ho trovato qui penso che sarà molto difficile trovarla altrove. Mi mancherà il clima del Palamaggiò che ho capito solo vivendo e voglio ringraziare i tifosi per quello che ci hanno dato”. Cosa acquisti da Caserta a livello umano: “Mi porto via il fatto che bisogna guardare aldila del problema: a Siena era tutto inquadrato sportivamente parlando. Qui eravamo tutti nuovi e dovevamo partire da zero oltre a dover capire le peculiarità del posto: qualche problematica c’è stata ma ho imparato tanto. Qui guardi ‘oltre’ e ti fai una corazza, adesso ho capito che devo guardare alla soluzione e non al problema. Qui impari a non stressarti, per me è una grande qualità”. Le cose che ti han dato fastidio di Caserta? “C’è questo grande amore per la Juvecaserta, ogni tanto ci sono degli autogol. Iavazzi non merita gli insulti che ha beccato: lui ha messo tanti quattrini e poche chiacchiere. Anche noi come società abbiamo fatto degli errori e lo sappiamo. Un tifoso mi ha detto: “Quando sei tifoso hai diritto di fare striscioni e battute” ma io dico che ci sono momenti e momenti per fare tutto. L’amaro in bocca è rimasto per quello striscione, abbiamo lottato per quell’obiettivo e se parliamo di serie A è anche grazie al lavoro di tutti noi. Capisco le critiche ma mi sarebbe piaciuto vedere più gente aiutare Iavazzi”. La scelta di Sassari è stata immediata: “Quando mi hanno scelto, ho capito che volevamo stare insieme da subito. E’ stato normale accettare la chiamata. Il primo impatto è quello di una società estremamente organizzato che gioca una partita sul campo ed una fuori che è più importante: il progetto di Sardara è coerente e chiaro. Tutto quello che si fa è in funzione della Dinamo e non esiste l’io, esiste la Dinamo. Una bella piazza dove poter lavorare, cercherò di capire subito cosa vogliono da me”.

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Ventre agli Industriali: “Sarebbe stato meglio prorogare la gestione commissariale, a Caserta non si sarebbe dovuto votare”

ventre dueIn una città come Caserta in cui sono commissariati il Comune, l’Ospedale, l’Asl e i maggiori partiti come Pd e Forza Italia, e con l’eventualità di un nuovo dissesto dopo quello del 2011, le elezioni comunali non si sarebbero dovute tenere per almeno altri due o tre anni. Avremmo dovuto chiederne lo spostamento”. E’ durissimo il j’accuse che Riccardo Ventre, ex presidente della Provincia di Caserta e candidato del partito di Berlusconi alle comunali di domenica, lancia alla classe politica casertana, compreso, dunque, sé stesso; l’attacco arriva durante il confronto organizzato da Confindustria Caserta tra gli otto candidati (presenti in sei) alla carica di primo cittadino.
Abbiamo fatto un campagna elettorale pessima, anche la mia lo è stata – ha proseguito Ventre – sarebbe stato meglio che il commissario prefettizio avesse continuato ad amministrare la città mentre noi partiti avremmo dovuto dar vita ad una sorta di commissariamento democratico, per ricreare le condizioni per poi poter tornare a governare davvero”.
Dal confronto è emerso anche lo scetticismo di parte dei candidati sulla realizzazione del Policlinico Universitario, i cui lavori vanno a rilento da anni e si incrociano con la questione della proroga delle concessioni per le attività estrattive, il cui progetto di legge è in discussione alla Regione; la struttura sorge infatti proprio di fronte a importanti insediamenti estrattivi e di produzione del cemento. Ventre e l’altro candidato Luigi Cobianchi, hanno parlato di “salernocentrismo” del presidente della Regione De Luca, dicendosi sicuri che l’attività di cava a Caserta sarà prorogata rendendo incompatibile il Policlinico a beneficio del policlinico di Salerno; per Francesco Appertila costruzione non va abbandonata” mentre si è mostrato ottimista Carlo Marino, candidato per il Pd del centrosinistra, secondo cui “il Policlinico va realizzato accelerando le procedure e facendo scelte importanti sulla governance, oggi attribuita alla Seconda Università degli Studi di Napoli, che va modificata“.
Nessun impegno concreto per la Juvecaserta, la società di Lega A di Basket che rischia di non iscriversi al prossimo campionato per la volontà di lasciare del patron Iavazzi; solo un appello lanciato da Apperti. “E’ un dovere della cittadinanza intervenire“, ha detto.

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Caserta al voto, creare ricchezza organizzando eventi in città: il progetto di Gaetano De Simone

de simone belvedereCreare ricchezza attraverso eventi da sviluppare in città, tra le strade del centro storico ma anche in punti strategici come la biblioteca comunale e una zona ad hoc da individuare nel Capoluogo. E’ uno dei punto salienti del programma elettorale di Gaetano De Simone, candidato al Consiglio comunale di Caserta nella lista di centrosinistra ProCaserta Verdi a sostegno del candidato sindaco Carlo Marino.

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San Nicola la Strada, protesta dei cittadini contro gli immigrati: “Non li vogliamo”

marotta

Vito Marotta, sindaco San Nicola la Strada

Protesta contro gli immigrati a San Nicola la Strada, comune confinante con il capoluogo Caserta. Alcune decine di cittadini hanno effettuato un blocco in viale Carlo III, importante e trafficata arteria che attraversa numerosi Comuni, rimuovendolo dopo oltre un’ora quando hanno ricevuto comunicazione di un incontro con il prefetto. A far scattare la protesta l’arrivo venerdì scorso di una settantina di migranti in un condominio, ubicato proprio in viale Carlo III, in cui risiedono una trentina di famiglie italiane. Gli stranieri, tutti adolescenti, sono stato alloggiati dalla Coop che si è aggiudicata il bando della prefettura in 25 appartamenti del condominio, ma dopo pochi giorni la convivenza sembra già molto difficile. “Non li vogliamo qui – dice un inquilino – ci sono caserme e altri palazzi vuoti, la scelta della prefettura è completamente sbagliata; i migranti, quasi tutti uomini, escono senza vestiti, stendono i panni dove vogliono, non hanno alcun rispetto per le regole condominiali.

Avrebbero bisogno inoltre di più spazio attorno al condominio, che però manca, così non hanno nulla da fare tutto il giorno. C’è poi il problema connesso dal depauperamento del valore degli appartamenti; qualche società immobiliare ha già stracciato contratti di affitto o preliminari di vendita”. L’arrivo dei migranti era già stato denunciato a marzo dagli inquilini con una lettera inviata al prefetto Arturo De Felice. Vito Marotta, sindaco di San Nicola, denuncia la “totale mancanza di coinvolgimento del territorio, da parte della prefettura, in decisioni così importanti. La comunità senegalese è ben integrata nella nostra città, ma non si fa l’integrazione facendo arrivare di notte dei migranti in un palazzo dove già risiedono da tempo degli italiani” conclude il primo cittadino.
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Riunione in corso tra imprenditori casertani: anche la Ferrarelle scende in campo per la Juve?

Lo striscione in Via Roma

Lo striscione in Via Roma

Qualcosa si muove, ma bisogna intensificare il lavoro e fare in fretta. Per salvare la Juvecaserta c’è bisogno dell’aiuto di tutti e in queste ore è in corso presso l’unione Industriali in Via Roma, un incontro tra imprenditori casertani. Sembra che ci siano anche esponenti della Ferrarelle che sollecitata più volte, potrebbe finalmente scendere in campo e dare un contributo economico al club bianconero. Non si tratterebbero di cifre astronomiche, ma di un sostegno economico che si andrebbe ad aggiungere alla raccolta fondi che è già in atto da qualche settimana. Intanto i tifosi si sono mobilitati e proprio difronte l’Unione Industriali è stato esposto uno striscione: “Onoriamo la storia”, firmato da Gruppo Casertani. Insomma la loro parte l’hanno fatta e la continueranno a fare poichè i tifosi della Juve sono infiniti. Adesso tocca agli altri.

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Amministrative a Caserta, Domenico Ottaiano in Energie casertane

ottaiano defHo raccontato ai due ragazzi, ed ora a voi, che sono nato, primogenito, da un operaio socialista e da una casalinga, e che ho due fratelli e due sorelle. Che, attraverso indescrivibili sacrifici, da parte dei miei genitori, mi laureai in Scienze statistiche ed attuariali all’Università degli Studi di Roma. Che, per una serie di circostanze, dovetti ritagliarmi uno spazio professionale, che trovai nello studio della pianificazione territoriale, nel marketing e nel management. Che dal 1991, prima nel Ctp e poi nell’Arpac, ho ricoperto ruoli dirigenziali e che sono stato chiamato a far parte di importanti Commissioni di studio in ambiti interministeriali. Fui comandato, in qualità di dirigente, presso il commissariato straordinario di governo per la stesura del piano regionale per la gestione integrata dei rifiuti e, subito dopo, alle funzioni di direttore generale del Consorzio di bacino Ce 3. Nel frattempo, sin da quando avevo 17 anni, mi interessai di politica, spinto dalla passione di mio padre, e l’ho fatto costantemente, sino a sfiorare la paranoia per l’affermazione degli ideali di laicità, solidarietà, riformismo e giustizia sociale. Oltre ai ruoli ricoperti nel settore  lavorativo, sono stato v/presidente e consigliere dell’Unità sanitaria locale 42 di Napoli (la più grande d’Italia in quel periodo); Presidente della Scuola Infermieri “Croce Blù”; Presidente della Scuola di Radiologia della stessa USL; Consigliere d’Amministrazione della Fondazione ospedaliera “Pascale”, nonchè consigliere comunale di Napoli.
Ho ricoperto tanti altri ruoli di minore importanza, ed in tutto quello che ho fatto, credo di averci messo tutto me stesso, conquistando il rispetto, la fiducia e la stima di quasi tutti coloro che mi hanno conosciuto, soprattutto perché dovevano rilevare che lottavo sempre, fino allo stremo, per mantenere fede agli impegni che assumevo. Devo ammettere che la ricompensa più gratificante, per tutto quello che sono stato e che sono, è l’unanime riconoscimento di una incontestabile onestà morale, intellettuale ed etica.
Alla fine del mio dire, mi hanno guardato, mi hanno salutato e sono andati via, lasciandomi un sorriso … Non saprò mai se mi avranno votato, nè, vi assicuro, la cosa mi interessa molto … So, però, che mi sono sentito più soddisfatto, perché ho colmato un vuoto di conoscenza che andava riempito … A tutti voi, Buon Voto, e scegliete senza barattare il vostro più sacro diritto : IL DIRITTO DI SCEGLIERE IN PIENA COSCIENZA E LIBERTA’.

Domenico Ottaiano

spazio autogestito

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Buona scuola e politiche sociali: l’incontro con il candidato sindaco Umberto Pappadia

IMG_3531La buona scuola e le politiche sociali: questi i temi al centro dell’incontro tenutosi ieri presso il Comitato elettorale di corso Aldo Moro a Santa Maria Capua Vetere, dove il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Umberto Pappadia ha incontrato l’assessore regionale alle politiche sociali, all’istruzione e allo sport, Lucia Fortini, l’onorevole Camilla Sgambato, la dirigente scolastica Rosanna La Storia, Stefania Covello, componente della segreteria nazionale e responsabile Mezzogiorno e Fondi UE e Assunta Tartaglione, segretario regionale del Partito Democratico.

“E’ stato un pomeriggio interessantissimo, come lo sognavo da tempo. Un ulteriore esempio di come il Partito Democratico abbia risorse ed energie da spendere sui territori per mettere in campo una proposta di governo tutta orientata alla realizzazione di idee e progetti concreti. È un onore far parte di questa famiglia e vedere la possibilità di realizzare una vera trasformazione e modernizzazione della società. Una campagna elettorale può diventare un’opportunità irripetibile per programmare il futuro delle nostre comunità. Opportunità che non possiamo sprecare anzi, abbiamo il dovere di tradurre in azione amministrativa e fatti”.

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VIDEO – Commercio, la buona politica di Confesercenti. Pollini: “La parola chiave è governabilità”

pollini2Un appello alla buona politica. Così Confesercenti ha voluto farsi sentire a pochi giorni ormai dal voto che consegnerà a Caserta una nuova amministrazione comunale. Il presidente provinciale, Maurizio Pollini, ha ribadito la volontà del sindacato di dare battaglia a chiunque proverà ad ostacolare i commercianti e danneggiare lo sviluppo economico della città della Reggia. Parola d’ordine, quindi: governabilità. “Bisogna tenere in considerazione che Caserta ha 10mila imprese, che sono pari a 30mila famiglie che campano con le piccole e medie imprese. La politica deve capire che bisogna affiancare queste imprese, non sostenerle ma affiancarle, con eventi e iniziative che puntino allo sviluppo del territorio. Guai a pensare che nella prossima consiliatura ci sia un altro governo che va a casa anticipatamente”. Fa da coro il presidente cittadino di Confesercenti, Lello Valentino: “Bisogna mettere in piedi la zona franca, che è fondamentale per lo sviluppo, e dobbiamo gestire meglio la movida, che può diventare parte integrante dello sviluppo cittadino”.

ma.pe