Archivio mensile marzo 2015

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Vairano Patenora, inaugurato nuovo istituto scolastico della Provincia

vairanoE’ stata inaugurata stamani la nuova struttura destinata a divenire sede di un istituto scolastico. L’immobile, di proprietà della Provincia di Caserta, è sito in via degli Abruzzi a Vairano Patenora. Alla cerimonia, oltre al presidente della Provincia, Domenico Zinzi, erano presenti il sindaco di Vairano Patenora, Bartolomeo Cantelmo, gli assessori provinciali Gabriella D’Ambrosio, Francesco Zaccariello e Giuseppe Rocco, il consigliere provinciale Giovanni Robbio, l’assessore comunale ai Lavori Pubblici di Vairano Domenica Pelosi, l’ex assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Caserta, Giuseppe Spasiano, il comandante della stazione dei carabinieri Massimo Palazzo, il comandante dei vigili urbani, Gaetano Di Nocera, il comandante della polizia provinciale, Antonio Mongillo, la dirigente scolastica Erminia Cortellessa, il dirigente del Settore Lavori Pubblici della Provincia, Paolo Madonna, la dirigente del Settore Istruzione della Provincia di Caserta, Rosaria Rossi. “In otto mesi – ha dichiarato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi – siamo riusciti a sbloccare un iter fermo da anni ed a consegnare oggi all’intero comprensorio una struttura che risponde agli standard europei. L’indirizzo programmatico che l’amministrazione provinciale ha adottato nell’ultimo periodo è proprio quello in base al quale le risorse a disposizione ottenute anche dalla vendita di immobili di proprietà della Provincia saranno destinate a finanziare la costruzione di nuove scuole. Investiamo nell’edilizia scolastica e nello stesso tempo tagliamo le spese con l’eliminazione dei fitti passivi”.Quello inaugurato oggi è uno stabile all’avanguardia composto da 17 aule e 3 laboratori, studiato per ottimizzare il risparmio energetico grazie ad un impianto termico di riscaldamento a pavimento e ad un impianto illumino-tecnico a sensori di luce. Lo stabile, poi, è stato realizzato già in previsione di un futuro ampliamento con la costruzione di ulteriori 25 aule. L’operazione consente l’abbattimento dei costi per la locazione e l’eliminazione dei fitti passivi relativi ad altri istituti presenti sul territorio.

 

 

 

“Questa nuova struttura rappresenta – ha dichiarato l’assessore all’Edilizia Scolastica, Francesco Zaccariello – la prova più evidente dell’impegno e della tenacia manifestati della Provincia, attraverso il Settore competente. Si è riusciti a sbloccare un’opera ferma ormai da anni per mancanza di fondi e per una serie di problematiche che sono state ora superate”.

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Prime bordate polemiche contro il nuovo nome dell’Università. La Società di Storia Patria: “Operazione di facciata che mistifica la realtà”

zazaCome volevasi dimostrare! Giuseppe Paolisso probabilmente non aveva neanche finito di illustrare alla stampa il perché della scelta fatta sulla nuova denominazione della SUN, ed ecco le prime rimostranze. Primi a scendere in campo (ovviamente contro la scelta ratificata dal Senato Accademico) i componenti del Consiglio direttivo della società di Storia Patria, sodalizio presieduto da Alberto Zaza d’Aulisio:Qualunque denominazione – scrivono – non soddisfa l’esigenza storicamente avvertita dalla Città sin dalla progettazione affidata da Carlo di Borbone a Luigi Vanvitelli ossia di istituire, nella Reggia, tra l’altro, una Università degli studi”. E avendo preso atto che “il pur massiccio movimento di opinione non è valso a far individuare agli Organi competenti, da quelli amministrativi a quelli legislativi, la centralità dell’argomento che viene aggirato ma non affrontato nell’essenza”, sollecitano gli Organi accademici a “rimodulare la definizione della Seconda università di Napoli come Università degli Studi di Terra di Lavoro nel rispetto della sua consolidata strutturazione policentrica”. Per la Società di Storia Patria quella ufficializzata oggi pomeriggio è “una mera operazione di facciata che non risolve  il problema mistificando una realtà difforme dalla volontà collettiva”. Scontato anche l’invito alla rappresentanza parlamentare casertana a “fare sistema” per bloccare in sede governativa la scelta formalizzata questo pomeriggio.

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Un convegno a Capodrise per ricordare Pasqualina Sica

pasqualinasicaAll’indomani del delitto, la preside Alfonsina Corvino lo aveva promesso. «Il “Lener” saprà ricordare degnamente Pasqualina Sica». Lo ha già fatto il 30 marzo, durante il precetto pasquale per i ragazzi, e lo rifarà il 1 aprile, alle 10, nell’ambito di un convegno, organizzato in collaborazione con il centro studi “De Gasperi” di Capodrise, in cui figure istituzionali, esperti, vittime e testimoni si confronteranno sul tema della violenza, a poco più di due mesi dall’assassinio della professoressa di Capodrise, uccisa a martellate da un vicino, che al “Lener” insegnava francese. «Abbiamo intitolato l’incontro “I volti della violenza”, perché – rivela la dirigente scolastica – non volevamo confinare la riflessione alla sola violenza di genere, ma a ogni forma di prevaricazione che sfocia nella violenza, sia fisica che psicologica». Tanti i relatori che hanno accolto l’invito della Corvino: Berardo Buonanno, padre francescano della chiesa di San Pasquale di Marcianise, il presidente della Provincia Domenico Zinzi, Angelo Crescente, ex sindaco di Capodrise e membro del comitato scientifico del centro “De Gasperi”, la psicologa Giovanna Menditto, attivista dell’associazione “Volontà donna” di Marcianise, e Camilla Bernabei, segretaria provinciale di Cgil Caserta. Il convegno, moderato da Donatella Cagnazzo, docente del “Lener”, sarà arricchito dalle testimonianze di Ida Massaro (in arte, Ida), cantante e testimonial dell’associazione “Spazio donna” Caserta, e di Rosaria Aprea, Miss Coraggio 2014 e vittima di violenza. Al termine del dibattito, seguirà l’intitolazione del Laboratorio linguistico dell’istituto alla memoria di Pasqualina Sica. Alla cerimonia sono stati invitati i fratelli dell’insegnante, Salvatore e Pasquale.

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San Cipriano d’Aversa, nei guai una ventenne: sotto il letto nasconde una pistola e munizioni

volante-polizia-arresto-550Nell’ambito degli ordinari servizi anticrimine personale della Polizia di Stato, a seguito di perquisizione domiciliare, ha denunciato alla Procura della Repubblica  una giovane ventenne di S. Cipriano d’Aversa, P. A., 21 anni, incensurata, nella cui abitazione, venivano sequestrati una pistola a tamburo priva di contrassegni e  7 cartucce di diverso calibro. Il materiale ben occultato veniva rinvenuto dagli Agenti della locale Squadra Mobile sotto al letto dalla giovane. Sebbene l’arma non risultasse funzionante, in quanto presentava il cane danneggiato, la ragazza veniva denunciata per la detenzione illegale dell’arma clandestina e del munizionamento. Inoltre, gli Agenti della Squadra Mobile hanno deferito per evasione il pregiudicato Donato Bucciero, nato a Marcianise il 05.01.1969. L’uomo, pregiudicato per reati inerenti gli stupefacenti, il 17 novembre 2013 era stato arrestato dalla locale Squadra Mobile in quanto sorpreso nell’atto di spacciare ad un giovane, in via Roma a Caserta, una dose di cocaina, fermato immediatamente dopo, i poliziotti sequestravano ulteriori 10 involucri dello stesso stupefacente, per un peso complessivo di 6,5 gr., occultate sotto al sedile della vettura di cui era alla guida. Dopo la convalida dell’arresto,Bucciero era stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, che evidentemente non aveva rispettato, poiché veniva sorpreso dagli agenti della locale Squadra Mobile all’esterno della sua abitazione intento a parlare con un amico.

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Estorsioni ai danni di imprenditori, condannati tre malviventi appartenenti al clan Ligato-Lubrano

carabinieri2 (2)Il 7 agosto del 2014 i Carabinieri della Compagnia di Capua eseguivano un decreto di fermo emesso dalla  D.D.A. per i reati di tentata estorsione in concorso. Il provvedimento in questione venne emesso nei confronti di Vincenzo Sellitto, 27 anni,  Antonio Cuccari, 47 anni e Luigi Messuri, 44 anni, quest’ultimo, inizialmente sfuggito alla cattura ed arrestato successivamente dai carabinieri in Napoli Bagnoli. Un mese fa, il 27 febbraio, il Sellitto ed il Cuccari sono stati condannati, rispettivamente, alla pena di anni 6 di reclusione ed alla multa di euro seimila ed alla pena di anni 5 e mesi 6 di reclusione ed alla multa di euro seimila, questa mattina, è stata la volta del Messuri il quale è stato condannato alla pena di anni 7 e mesi di reclusione, nonché alla multa di euro 7000. I tre, come noto, sono riconducibili alla criminalità organizzata locale di tipo camorristico, con riferimento specifico alla famiglia “Ligato-Lubrano” ed al clan dei Casalesi. L’attività investigativa che ha permesso di raccogliere elementi di colpevolezza nei loro confronti, è stata condotta  dai Carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile del citato Comando Compagnia e da quelli delle Stazioni di Pignataro Maggiore e Vitulazio, emersi a seguito delle denunce presentate da tre distinti imprenditori.

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Ufficiale: la SUN si chiamerà Università degli Studi della Campania-Luigi Vanvitelli

paolissoGiuseppe Paolisso ha volutamente seguito un percorso rigidamente tecnico: codici alla mano, ha ricordato che l’articolo 33 della Costituzione riconosce alle Università “il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato“, che questo principio è stato riconosciuto dalla legge n° 168 dell’89 che “attribuisce alle Università personalità giuridica” e che sulla base di tutto questo l’Ateneo che fino ad oggi era (e sarà così ancora per mesi, le procedure non sono affatto snelle…) conosciuto come Seconda Università di Napoli ha assunto la decisione di cambiare nome: si chiamerà “Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli”. Decisione ratificata nelle prime ore di questo pomeriggio dal Senato accademico e dal consiglio di amministrazione dell’Ateneo. Il Rettore ha ufficialmente comunicato alla stampa il risultato delle lunghe e tortuose consultazioni che hanno portato sedici Dipartimenti su un totale di diciannove  (“il 74% dell’Ateneo“, ha rimarcato) a convergere appunto sulla proposta di cambio che da oggi in poi indicherà l’Ateneo casertano. Ma il Rettore Paolisso è andato anche oltre, fornendo ai giornalisti una serie di grafici che dimostrano anche da un punto di vista puramente aritmetico (distribuzione dei docenti e dei ricercatori nelle diverse sedi in cui è attualmente articolata la Sun e perfino quella riguardante il personale tecnico-amministrativo) la opportunità e anzi la necessità di richiamare l’intero territorio regionale nel nuovo logo. Argomentazioni tecnicamente inoppugnabili (corroborate da una vera e propria lezione di Storia dell’Arte del Pro Rettore Rosanna Cioffi sulla figura di Vanvitelli e sulla sua dimensione addirittura “internazionale”…) ma che difficilmente – come ha osservato qualcuno dei presenti – riusciranno a riscaldare il cuore dell’opinione pubblica di Terra di Lavoro delusa da una scelta che a molti è sembrata una non-scelta che alla fine scontenta tutti: scontenti quelli che avrebbero voluto continuare a mantenere il cordone ombelicale con la Federico II, scontenti quanti in oltre venti anni si sono battuti perché ci fosse un’Università di Caserta, scontenti persino gli studenti che lamentano di essere stati coinvolti solo a cose praticamente fatte. Riconosciuto il merito del rettore Paolisso di avere avuto il coraggio di fare quello che nessuno dei suoi predecessori aveva voluto o potuto fare, non rimane che attendere le reazioni del territorio. Nulla lascia immaginare che la storia sia finita qui. (a.e.)

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Santa Maria CV, Michele Zagaria: Non sono un autolesionista, sono semplicemente caduto”

zagariaIl boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria ha rilasciato questa mattina dichiarazioni spontanee al tribunale di Santa Maria Capua Vetere dove è in corso il processo che lo vede imputato per violenza privata con l’aggravante mafiosa insieme all’ex sindaco di Casapesenna, suo quasi omonimo Fortunato Zagaria. Parte offesa è un altro ex sindaco del comune di nascita del boss, Giovanni Zara, che ha denunciato entrambi per le pressioni ricevute quando era primo cittadino tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. L’ex latitante è intervenuto sul presunto ferimento ad una mano che secondo qualche organo di stampa sarebbe stato frutto di un gesto di autolesionismo. In un’udienza di qualche settimana fa si presentò infatti con una vistosa fasciatura.
“Non mi sono fatto male da solo – ha precisato – sono caduto; se i giornalisti dicono che io sono autolesionista vuol dire che vogliono male a me e alla mia famiglia. Io sto vivendo il carcere con dignità” ha poi precisato quasi come per respingere e smentire ogni possibile voce di una sua presunta collaborazione con la magistratura sulla falsariga dell’altra ex primula rossa del clan Antonio Iovine. Quindi, rivolgendosi al presidente del collegio Maria Chiara Francica, ha detto: “Lei, presidente, ha il dovere di tutelate la mia persona e la mia famiglia”. “Lei deve rivolgersi ai suoi avvocati per eventuali smentite” ha però risposto il magistrato. L’udienza è stata rinviata al 12 maggio prossimo.

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Accusato di stupro e poi scagionato: ma scopre di non essere il padre di un bimbo che credeva suo

tribunaleAccusato di essere uno stupratore, è finito in un incubo giudiziario durato quasi cinque anni, ne è uscito assolto ma ha appreso di non essere il padre del bimbo che ha allevato dalla nascita. Vittima un uomo di Capua, cuoco di professione, che nell’ottobre 2010 fu denunciato dalla moglie per gravi reati quali la violenza sessuale, i maltrattamenti in famiglia, lesioni, minacce. Finito sotto processo al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e difeso dall’avvocato Giuseppe Guadagno, è stato assolto qualche giorno fa perché il fatto non sussiste; lo stesso pm aveva chiesto l’assoluzione per la violenza sessuale non essendo emersa alcuna prova certa.
Nel gennaio scorso intanto l’uomo ha scoperto con grande dolore in seguito ad una perizia ordinata su sua richiesta dal tribunale civile, di non essere il padre del bimbo nato nel 2006 e cresciuto fino a quel momento. Durante le udienze del processo penale, qualche testimone ha infatti raccontato della presunta infedeltà della moglie; insospettito dalle voci continue, l’uomo ha quindi chiesto di conoscere se fosse o meno il padre del bimbo nato due anni prima di convolare a nozze (nel 2008). Dopo l’assoluzione piena resta ora il dilemma morale della disconosciuta paternità.

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Il terremoto nel Matese, oltre un milione di euro dalla Regione per tre chiese danneggiate

cosenzaSono stati ammessi a finanziamento tre nuovi interventi di messa in sicurezza e risanamento conservativo di tre chiese danneggiate dal sisma del Matese del 29 dicembre 2013 e del 20 gennaio 2014 appartenenti alla diocesi di Alife-Caiazzo. Lo rende noto l’assessore regionale alle Opere pubbliche e alla Protezione civile Edoardo Cosenza. “Si tratta delle chiese di San Tommaso D’Aquino, della Madonna del Carmine e Ave Gratia di Piedimonte Matese. Gli interventi, per un valore complessivo di 1,2 milioni di euro, sono resi possibili grazie alle misure di accelerazione della spesa introdotte dalla Giunta Caldoro e rientrano nel protocollo d’intesa sottoscritto tra Regione Campania e Diocesi di Alife per l’adeguamento statico e conservativo dei beni ecclesiastici ricadenti nelle zone colpite dal terremoto. I decreti del direttore generale dei Lavori pubblici sono stati pubblicati sull’ultimo Bollettino ufficiale della Regione Campania.
“Questi decreti – ha sottolineato Cosenza – si aggiungono ai numerosi altri già firmati nei mesi scorsi dallo stesso dirigente dei Lavori pubblici e a quelli finanziati dagli altri Assessorati sempre attraverso le misure di accelerazione della spesa.

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Il museo provinciale dello Sport intitolato a Michele Accinni, giovedì la cerimonia

 poloculturaleIn occasione della cerimonia di intitolazione del Museo Provinciale dello Sport all’ex assessore provinciale allo sport e delegato del Coni Michele Accinni, in programma giovedì 2 alle ore 11 a Villa Vitrone, il complesso si presenterà in una più ricca e rinnovata sistemazione, ulteriore occasione di aggregazione di foto, cimeli, documentazione ancora in corso di acquisizione. Oltre ad un centinaio di immagini significative per la storia dello sport di Terra di Lavoro, i visitatori potranno ammirare, difatti, nuove bacheche contenenti le fiaccole originali portate dai tedofori, lungo il percorso in provincia di Caserta, nell’estate del 1960 per accendere il fuoco nel tripode all’apertura dei Giochi Olimpici Estivi di Roma e nell’inverno del 2006 all’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino.Accanto alle foto della promozione della Juve Caserta in serie A ci sarà un frammento dello storico parquet del Palazzetto dello Sport di Caserta e la gloriosa Coppa consegnata alla Casertana Calcio per la vittoria del campionato di serie C 1969/1970 con la susseguente promozione in serie B. Tra le altre “chicche” esposte nel Museo il singolo con cui Davide Tizzano, la cui famiglia è originaria di Caianello, ha vinto il mondiale junior del 1986 a Roudnice (ex Cecoslovacchia).  “Ho deciso di donare questa imbarcazione poiché ritengo che un museo che tratta la storia sportiva non poteva non avere al suo interno un oggetto che parlasse di canottaggio – dice l’attuale vicepresidente della Federcanottaggio Tizzano, peraltro due volte oro olimpico ad Atlanta e Seul  – con questa barca, alla quale sono particolarmente affezionato, penso di aver dato il mio contributo alla conoscenza del canottaggio che, in Campania, è tra le discipline più frequentate. Sono convinto, inoltre, che il Museo di Caserta diverrà polo d’interesse dell’intero territorio”. “Abbiamo deciso di intitolare il Museo, l’unico del CentroSud tra i pochi in Italia, -ricorda il presidente della Provincia, Domenico Zinzi – ad un personaggio che ha svolto la sua carriera istituzionale per lunghi anni tra la Provincia, come assessore allo sport, e il Coni, come Delegato provinciale. L’indimenticabile avvocato Michele Accinni, negli anni Sessanta, in più legislazioni, è stato consigliere provinciale ed assessore allo Sport e Turismo, interessandosi attivamente della realizzazione del Palazzetto dello Sport a Caserta e di altri impianti, e negli anni Settanta ha ricoperto l’incarico di Delegato Provinciale del Coni, proseguendo il suo fervido ed entusiasta impegno al servizio dello sport di Terra di Lavoro.  Alla cerimonia di intitolazione, organizzata dall’Assessore allo Sport della Provincia Gabriella D’Ambrosio e dallo staff del Coni e Polo Culturale, interverrà, tra gli altri esponenti istituzionali, il presidente regionale del Coni Campania Cosimo Sibilia, accompagnato dal Delegato Provinciale Michele De Simone.