Rissa al C’era una volta in America: aspettano Gabriel Garko per festeggiare l’8 marzo ma l’artista va via e rompono tutto

C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA - LOCALEChi dice donna dice danno. E’ un vecchio proverbio che spesso ci ha fatto sorridere ma anche indignare se pensiamo alle tante eroine che hanno conquistato con il sangue e i sacrifici la libertà e il rispetto. Eppure nonostante siano tanti gli appelli e gli eventi promossi in occasione della Festa delle Donne per ricordare la morte di tante operaie e il senso profondo dell’8 marzo, esiste ancora un gruppo di “signore” (per così dire, ndr) che aspetta questa ricorrenza per uscire e sfrenarsi, per sentirsi emancipata lasciando una sera a casa mariti e fidanzati e correre a guardare spogliarellisti e artisti famosi. Quanto è accaduto ieri sera (sabato 8 marzo) a Caserta, al discopub C’era una Volta in America, ne è una dimostrazione. Per la serata era atteso il noto attore Gabriel Garco. L’evento prevedeva l’acquisto di un unico biglietto comprensivo di cena e foto con Garko, che sarebbe arrivato nel locale durante la serata per concedersi qualche minuto alle fan e firmare autografi. Ma così non è stato. Né Garko né quantomeno gli organizzatori e i propietari della discoteca avevano previsto che si sarebbero presentate donne scatenate, e oserei dire inferocite, pronte a tutto pur di abbracciare il vip. E infatti nel giro di pochissimi minuti si è scatenato l’inferno. Dopo una mezz’ora di foto e autografi l’artista ha deciso di andare via perché seccato dall’eccessivo coinvolgimento e dalle pressioni delle clienti che, a suo dire, lo avrebbero infastidito. A questo punto i poveri gestori del C’era una volta hanno dovuto informare le altre clienti, quelle ancora erano in attesa di poterlo incontrare. Apriti cielo: le clienti hanno cominciato a urlare e a rompere piatti e bicchieri, accusandoli di una truffa e  di averle prese in giro. E non sono bastate le scuse e le promesse di rimborso da parte dei proprietari, solo l’intervento delle Forze dell’ordine è riuscito a calmare gli animi e rimettere un po’ d’ordine. Addirittura sono state scortate e accompagnate all’uscita le clienti “normali” e le fortunate che hanno incontrato Gabriel. Sbalorditi e senza parole gli organizzatori: soprattutto perché ai danni arrecati dal comportamento delle clienti si è aggiunto quello causato da Garko, considerando che ora dovranno rimborsare i biglietti a quel gruppo di scatenate che gli ha distrutto il locale. Oltre il danno anche la beffa. Per non parlare del discutibile comportamento dell’attore: possiamo capire che fare foto e firmare autografi sia stancante, povero Gabriel, però gli accordi erano chiari. Quel che resta, di tutta questa brutta storia, è di sicuro l’amaro in bocca, perché di certo non è questo il senso dell’8 marzo e il significato che la giornata ha per le tante donne, con la d maiuscola, madri e mogli, figlie e lavoratrici, che ogni giorno fanno i salti mortali per far quadrare i conti.